©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

È in corso davanti al giudice del tribunale di Perugia Alessandra Grimaccia il processo a carico di un agricoltore di 83 anni, originario di Santa Maria Tiberina, imputato per il reato di porto di oggetti atti ad offendere. La pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Domenica Favasuli, ha chiesto per lui una condanna a 8 mesi di reclusione oltre alla confisca e alla distruzione del coltello sequestrato. Secondo quanto contestato l’uomo sarebbe stato trovato in possesso di un coltello pieghevole all’ingresso del tribunale di Perugia mentre stava entrando nell’edificio per partecipare a un’udienza in cui risultava imputato. L’episodio risale ai controlli effettuati all’accesso della struttura giudiziaria: nel borsello che aveva con sé gli addetti alla sicurezza hanno individuato un coltello pieghevole con manico in legno, lungo complessivamente 19 centimetri e con una lama di circa 8 centimetri, descritto negli atti come «strumento da punta e da taglio atto ad offendere». Da qui la contestazione di aver portato fuori dalla propria abitazione l’oggetto senza giustificato motivo, con l’aggravante di averlo introdotto in un luogo pubblico caratterizzato dalla presenza di più persone.

La difesa L’imputato, assistito dall’avvocato Pietro Ghinassi del foro di Arezzo, sostiene che l’anziano agricoltore non avrebbe avuto «coscienza né volontà di portare con sé un oggetto atto ad offendere in luogo pubblico al fine di arrecare danno o turbare l’ordine pubblico». «E che voleva accoltellare il giudice?», ha tuonato l’avvocato. Secondo quanto ricostruito dal legale aretino si tratterebbe infatti di «un semplice coltello pieghevole di uso personale, e soprattutto agricolo», comunemente utilizzato nelle attività legate al lavoro nei campi e alla raccolta. La difesa evidenzia inoltre che l’oggetto sarebbe finito nel borsello dell’uomo «in occasione di una ricerca in ambito aziendale-agricolo funghi», senza che l’imputato se ne rendesse conto, e dunque «in un contesto di totale buona fede».

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