La cella di un carcere

Arrestata in flagranza di reato una donna, moglie di un detenuto nel carcere di Orvieto, associata al carcere di Perugia: all’atto dell’ingresso di un colloquio con il coniuge, è stata sorpresa dagli agenti mentre tentava di introdurre la droga in carcere, occultandola abilmente nelle proprie parti intime. A darne notizia il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe).

Un gesto disperato e al tempo stesso gravissimo, che dimostra fino a che punto la criminalità sia disposta a spingersi per alimentare il mercato della droga dietro le sbarre.
Si tenga presente che la donna accompagnava e aveva in custodia durante il colloquio, tre figlie minorenni. L’operazione, frutto di un’attenta attività di prevenzione e controllo, è stata condotta con professionalità e determinazione dagli agenti della polizia penitenziaria di Orvieto, fondamentali si sono rivelate le brillanti unità cinofile dello stesso Corpo, il cui fiuto e addestramento hanno permesso di sventare il pericoloso tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti.

«Questo ennesimo sequestro e il conseguente arresto – dichiara Fabrizio Bonino, Segretario regionale del Sappe per l’Umbria – pongono ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica la pericolosità intrinseca dello spaccio all’interno degli istituti penitenziari. Un fenomeno che genera veri e propri traffici, sopraffazione e un clima di illegalità inaccettabile, con alcuni detenuti che approfittano della loro posizione per sottometterne altri più deboli».

Il sindacato: «Chiediamo con forza alla direzione del carcere di Orvieto e al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di adottare provvedimenti esemplari. È necessario sanzionare pesantemente i detenuti ai quali era destinata la droga e disporre il loro immediato trasferimento dall’istituto di Orvieto, che ricordo essere un carcere a trattamento intensivo. Questi spacciatori, questi delinquenti incalliti, non meritano l’attenzione e l’investimento, anche in termini economici, che lo Stato profonde per il recupero e la riabilitazione dei detenuti. Tutte le operazioni sono state concluse alle 2 di notte e hanno proceduto gli agenti senza smontare dal servizio dalla mattina. Nonostante questo, con tutte le loro forze e con encomiabile spirito di sacrificio, continuano a compiere il proprio dovere istituzionale, garantendo non solo la sicurezza e il controllo, ma anche la necessaria azione di contrasto e repressione dei traffici illeciti. A loro va la nostra piena solidarietà e il nostro incondizionato sostegno».

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