La Sir in festa per la vittoria della quarta Coppa Italia. Foto: Michele Benda

di Carlo Forciniti

Quattro storie diverse per altrettanti finali a lieto fine. Quattro vittorie dal gusto unico e particolare. Perché ogni Coppa Italia sollevata al cielo da Perugia ha un sapore differente dall’altro.

Tabù sfatato La prima è quella che rompe l’incantesimo. Che sfata un piccolo, grande tabù. Corre l’annata 2017-2018. La Sir arriva dal primo trionfo nella propria storia in Superlega: la Supercoppa vinta a Civitanova in autunno. Un segnale di come l’aria stia cambiando. Ma servono conferme. L’occasione si presenta a Bari, sede inedita delle Final Four di Coppa Italia. Un trofeo che la squadra del patron Sirci sogna di mettere in bacheca da un po’. Nel 2013-2014 i bianconeri sorprendono tutti arrivando fino in fondo (accadrà anche in campionato) ma si arrendono a Piacenza. Nelle successive tre edizioni non riescono mai ad arrivare all’atto conclusivo. Ma nel 2017-2018, Perugia ha tutto quello che serve per mettere il primo sigillo nell’albo d’oro della competizione. A Bari, la semifinale contro Trento è un monologo: 3-0 con 16 punti di Atanasijevic. Il giorno dopo, tra la Sir e la prima gioia in Coppa Italia c’è la Lube. E no, non sarà un unicum. Di fronte ai 5.000 del PalaFlorio, Civitanova parte a tutta: 25-16. Perugia ha il merito di non scomporsi. Pareggia, sorpassa, per poi chiudere i giochi con il punto decisivo del già citato Atanasijevic, che di quella partita ha ricordi indelebili. Eccola, la prima Coppa Italia. In casa Sir è festa grande, grandissima, all’interno di un’annata che verrà archiviata in bellezza: con la vittoria del primo scudetto della storia.

Un bis d’autore I Block Devils si guadagnano la possibilità di difendere il titolo l’anno seguente. Dove? Alla Unipol Arena di Bologna che diventerà la “casa” della Final Four. Come un anno prima, i bianconeri – reduci da una Final Four di Supercoppa senza lieto fine – hanno la possibilità di rifarsi nella seconda manifestazione stagionale con in palio un trofeo. Perugia inaugura la due giorni vincendo senza troppi patemi in semifinale. Questa volta contro Modena. Domenica 10 febbraio 2019 è di nuovo Sir-Lube. Civitanova si fa ancora preferire ai blocchi di partenza: 1-0. I cucinieri continuano a macinare gioco: 2-0. Ahi, l’affare si complica. Serve una rimonta super. Che prende forma piano piano. Scambio dopo scambio. La Sir “sopravvive” ai vantaggi nel terzo set e ha la forza di allungare la contesa al tiebreak. Che si rivela agonico. Un muro di Lanza prima ed un affondo di un superlativo Leon poi firmano il ribaltone. Dopo 2 ore e 23 minuti di pura battaglia, la Sir bissa con qualità e orgoglio il successo dell’anno precedente.

Prova di forza Il terzo trionfo si concretizza tre anni più tardi. Solita sede, l’Unipol Arena, solito (dolce) epilogo. Il 5 marzo 2022 Perugia regola Piacenza 3-1 aiutata anche e non solo dai 13 muri messi a referto. L’ultimo atto è contro Trento che attraversa una fase di ricostruzione. Ma come già accaduto il giorno precedente, le Final Four 2022-2023 hanno un chiaro padrone: la Sir. Sotto 2-0, l’Itas prova a riaprire i giochi nel terzo set, per poi arrendersi in quello successivo contro un avversario che in 24 ore mette in scena la più classica delle prove di forza.

Il poker nel poker L’ultimo hurrà risale a due annate fa. Nell’edizione 2023-2024 l’ostacolo più grosso si concretizza in semifinale. Perché la Sir di Lorenzetti dall’altra parte della rete trova Milano, un avversario mai domo, coriaceo, che sa esaltarsi quando la partita si “sporca”. La Sir va sotto, impatta, mette la testa avanti ma nel quarto gioco non chiude la pratica. Si va al tiebreak dove i bianconeri si mostrano più cinici ed incisivi. Lo saranno anche in finale contro Monza, regolata 3-1 in rimonta. Perugia alza al cielo dell’Unipol Arena la quarta Coppa Italia della propria storia, in una stagione che verrà archiviata anche con le vittorie dello scudetto, della Supercoppa e al Mondiale per Club. Un poker nel poker.

Ora, la truppa di coach Lorenzetti va a caccia del pokerissimo. Prima c’è da superare Verona. Poi si guarderà oltre. 

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