di Daniele Bovi
Fa domanda per un incarico alla Asl Umbria 1 ma omette di spiegare di essere già impiegato alla Asl 2, truffando il Servizio sanitario nazionale e ottenendo quasi trentamila euro che non avrebbe dovuto percepire. Questa l’accusa per un oculista, per cui la Procura di Perugia ha chiesto il processo, con l’udienza preliminare che si sta tenendo davanti al giudice Natalia Giubilei.
I fatti Il medico, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, è accusato di truffa, falso e violazione del Testo unico del pubblico impiego per aver «omesso di indicare nella domanda di partecipazione all’incarico per 38 ore settimanali presso l’Azienda Usl Umbria n. 1 datata 13.6.2021, di essere titolare di un incarico per complessive 6 ore settimanali presso l’Azienda Usl Umbria n. 2», «procurandosi così l’ingiusto profitto, rappresentato da 732 ore alla tariffa di 40,09 euro all’ora (6 ore settimanali indebitamente svolte per 122 settimane) altrimenti non spettante, per un importo complessivo di 29.345,88 euro».
Percezioni indebite Ma l’oculista, secondo la Procura, ha anche «attestato falsamente la propria presenza in servizio quale medico specialista ambulatoriale presso più sedi Asl Umbria 1 e 2, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza, risultando presente contemporaneamente in più sedi», percependo «indebitamente la somma di 66.161,25 euro» per oltre 1.600 ore «sovrapposte».
