di Chiara Fabrizi

Al forfait in consiglio comunale segue l’aut aut del Pd al sindaco di Spoleto Andrea Sisti. Sì, perché dopo che giovedì scorso gli esponenti democratici non si sono presentati a palazzo comunale per la seduta dedicata a interrogazioni e mozioni, facendola saltare per mancanza del numero legale, lo stesso Pd nella tarda mattinata di martedì ha confermato, con una nota stampa, che le assenze in aula erano effettivamente strategiche e funzionali a lanciare un messaggio chiaro a Sisti. «La scelta è maturata dopo ripetute sollecitazioni rivolte al sindaco, anche in forma privata, per aprire un confronto politico e amministrativo sulle principali scelte strategiche per Spoleto, che a oggi non hanno ancora trovato un esito adeguato», è scritto in una nota dei democratici guidati dal segretario e consigliere regionale Stefano Lici, in cui si legge anche che «in una fase particolarmente delicata per il futuro della città, riteniamo indispensabile una piena condivisione degli indirizzi che orientano l’azione amministrativa». La richiesta di una maggiore concertazione è esplicita, ma cosa accadrebbe nel caso in cui Sisti non accogliesse la richiesta del Pd resta da capire: i banchi di maggioranza rimasti vuoti giovedì scorso potrebbero rappresentare un’indicazione, anche se con un bilancio di previsione da approvare entro il 28 febbraio il braccio di ferro rischia di far saltare in aria l’amministrazione comunale.

Come prevedibile, infatti, nel mirino c’è proprio il documento economico e finanziario, di cui è competente Sisti: il bilancio a Spoleto non è ancora approdato neppure in prima commissione e, stando a quanto dice il Pd, il sindaco non lo ha condiviso con la maggioranza, neppure col principale azionista della squadra di governo. Restano sullo sfondo la raffica di contestazioni contabili arrivate dai banchi dell’opposizione, che sulle presunte criticità ha anche inviato un esposto alla Corte dei Conti e alla Prefettura. «Il bilancio e il Piano regolatore generale costituiscono due passaggi centrali attraverso cui si definisce la visione di sviluppo della città» fa presente il Pd, per poi evidenziare che «su questi ambiti il tempo trascorso senza un confronto politico strutturato impone oggi un’assunzione di responsabilità, affinché le scelte da compiere siano chiare, coerenti e all’altezza delle aspettative della comunità».

Lisci e gli altri sottolineano anche che «il prossimo bilancio rappresenta un passaggio decisivo per portare a compimento i progetti in corso e dare concreta attuazione agli impegni assunti dall’attuale amministrazione». Anche in ottica elettorale, dunque, il Pd alza il pressing su Sisti per provare ad accelerare investimenti e chiudere partite che si trascinano da troppo tempo nel tentativo di poterle rivendicare come risultati amministrativi (o almeno percorsi chiaramente tracciati) nella prossima sfida per il governo della città. Di elezione, seppur non esplicitamente, i democratici parlano anche quando dicono che il forfait in consiglio nasce «dalla volontà di tutelare l’interesse di Spoleto e dalla convinzione che solo attraverso un confronto serio, leale e tempestivo sia possibile rafforzare l’azione amministrativa e restituire alla comunità una prospettiva chiara e credibile per il futuro». Quale sia il livello di compromissione del rapporto tra i democratici e Sisti lo chiariranno le prossime settimane, col Pd che comunque sostiene di aver disertato il consiglio comunale «non come gesto di contrapposizione, ma per richiamare con forza l’esigenza di un chiarimento politico che consenta di definire priorità condivise e decisioni nell’interesse di Spoleto».  

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