«Ua situazione di estrema difficoltà gestionale, aggravata in modo decisivo dalla cronica e ormai insostenibile carenza di personale di polizia penitenziaria». Così il sindacato di polizia penitenziaria Sappe definisce quanto avvenuto nel pomeriggio del 30 dicembre scorso all’interno del carcere di Orvieto.

I disordini sono iniziati quando un detenuto ha dato avvio a una violenta protesta, culminata con aggressioni al personale, rifiutqndosi di rientrare in sezione con grida, minacce e atteggiamenti pericolosi. La situazione – secondo quanto ricostruito sempre dal sindacato – è stata ulteriormente complicata dal sopraggiungere di numerosi altri detenuti, richiamati dal clamore. «L’episodio – sottolinea il Sappe- ha richiesto ore di logorante e complessa attività di mediazione e contenimento».

Allo stesso momento, un secondo evento critico di particolare gravità si è sviluppato nell’infermeria del carcere. Qui un altro detenuto, davanti al personale sanitario, ha messo in atto azioni distruttive, devastando i locali interni e danneggiando irreparabilmente apparecchiature mediche e strumentazioni. Il danno stimato ammonterebbe a non meno di 50.000 euro. L’uomo, brandendo un bastone ricavato dalla gamba di un tavolo di legno e minacciando di non farsi avvicinare, ha reso necessario l’intervento urgente e massiccio del personale di polizia penitenziaria per scongiurare ulteriori danni e garantire l’incolumità delle persone presenti.

«I due episodi, verificatisi nello stesso arco temporale, hanno impegnato al limite delle possibilità l’intero dispositivo di sicurezza dell’istituto. Il personale in servizio, in primis il Comandante ed il Vice Comandante, è stato costretto a operare in condizioni di emergenza continua, con il richiamo d’urgenza di agenti liberi dal servizio e il ricorso a numerose ore di lavoro straordinario, proseguite fino a notte inoltrata e alle prime ore del giorno successivo. Solo grazie alla professionalità, al sangue freddo e allo straordinario spirito di sacrificio degli uomini e delle donne della penitenziaria – dichiara il segretario regionale Sappe, Fabrizio Bonino – è stato possibile contenere entrambe le situazioni, evitare conseguenze ancora più gravi e infine ristabilire l’ordine, garantendo al contempo l’assistenza sanitaria necessaria e il rispetto delle procedure di sicurezza.
A fronte di un simile sforzo, esprimiamo profondo rammarico per il fatto che la Direzione dell’Istituto, al rientro dalle ferie natalizie, non abbia ritenuto doveroso rivolgere un riconoscimento al personale per il servizio reso in condizioni estreme. Al contrario, ha ritenuto prioritario stigmatizzare il comportamento di alcuni agenti, colpiti – come tutti i cittadini – dall’ondata influenzale in corso, disponendo l’intensificazione (a totale carico dello Stato) delle visite fiscali. Un modus operandi che appare dozzinale e anacronistico, soprattutto se paragonato alla gestione delle assenze del personale detenuto ‘lavorante’, per il quale ricorrenti stati di malattia, infortunio e indisposizione vengono accettati con solerzia, sempre a carico della collettività».

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