La legge di bilancio 2026 introduce novità rilevanti per acquisire la cittadinanza italiana da parte dei figli minori di cittadini italiani per nascita. Succede, per esempio, quando il figlio nasce all’estero o in situazioni in cui la cittadinanza italiana non viene attribuita in modo automatico e serve una dichiarazione di volontà dei genitori davanti all’autorità competente (comune o consolato). Se almeno uno dei genitori è cittadino italiano per nascita, il figlio può diventare italiano, ma i genitori devono dichiararlo formalmente. Le modifiche riguardano sia i tempi per la presentazione della dichiarazione di volontà sia i costi della procedura, con l’obiettivo dichiarato di semplificare l’accesso alla cittadinanza per i minori.
La principale novità riguarda l’estensione dei termini: i genitori avranno ora tre anni di tempo dalla nascita del figlio per presentare la dichiarazione di volontà all’ottenimento della cittadinanza, superando il limite precedente di un solo anno. Il termine decorre dalla nascita oppure dalla data in cui viene accertata la filiazione, anche nei casi di adozione. Una modifica che incide in modo significativo sulle situazioni familiari più complesse, spesso riscontrabili nei percorsi di rientro in Umbria di cittadini italiani che hanno vissuto a lungo all’estero.
Accanto all’allungamento dei tempi, la legge elimina il contributo economico previsto fino ad ora. Le dichiarazioni presentate entro tre anni dalla nascita del minore saranno infatti gratuite e non sarà più richiesto il versamento del contributo di 250 euro. La gratuità viene estesa anche alle domande presentate entro il 31 maggio 2026 relative a figli di almeno un cittadino italiano per nascita che risultavano ancora minorenni al 24 maggio 2025.
Resta invece esclusa qualsiasi applicazione retroattiva: le nuove disposizioni valgono esclusivamente per le istanze presentate a partire dal 1 gennaio 2026 e non sono previsti rimborsi per le domande inoltrate in precedenza. Un chiarimento che interessa anche numerosi nuclei familiari umbri che negli ultimi anni hanno avviato procedure di riconoscimento della cittadinanza per i figli, sostenendo costi oggi eliminati.
Il tema assume un rilievo particolare in Umbria, regione storicamente segnata da forti flussi migratori verso l’estero e, più recentemente, da un rientro di cittadini italiani e oriundi, soprattutto dal Sud America e dall’Europa. Le nuove regole potrebbero favorire una maggiore stabilità giuridica per i minori e una semplificazione dei rapporti con le amministrazioni comunali, spesso chiamate a gestire pratiche complesse in tempi ristretti.
Per ulteriori dettagli operativi e aggiornamenti sulle procedure, è possibile consultare la sezione dedicata alla cittadinanza sul sito del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.
