Dal 1° gennaio 2026 lo Spid rilasciato da Poste Italiane non è più gratuito. Dopo anni senza costi, il principale gestore dell’identità digitale ha introdotto un contributo annuale di sei euro, dovuto a partire dal secondo anno di utilizzo. Per chi possiede già lo Spid da oltre dodici mesi, il pagamento va effettuato entro 30 giorni dalla scadenza; in caso contrario, l’identità digitale viene sospesa fino alla regolarizzazione.
Poste Italiane non è l’unico provider ad aver modificato le condizioni economiche. Negli ultimi mesi anche altri gestori privati, tra cui Aruba, InfoCert e Register.it, hanno avviato servizi a pagamento, riducendo ulteriormente il numero di operatori che offrono lo Spid senza costi. Alla base della svolta, spiegano le associazioni dei consumatori, ci sarebbero i ritardi nell’erogazione dei fondi pubblici destinati alla gestione del servizio.
Resta comunque possibile ottenere lo Spid gratuitamente rivolgendosi ad alcuni provider accreditati dall’Agenzia per l’Italia digitale, come Lepida, Sielte, InfoCamere o TeamSystem, soprattutto se l’identificazione avviene tramite Cie, Cns o firma digitale. In molti casi, però, il riconoscimento via webcam comporta un costo, con tariffe che possono variare sensibilmente, da poche decine fino a diverse decine di euro l’anno.
