di Maurizio Troccoli
Durante le vacanze invernali 2025‑2026, l’Umbria si conferma tra le regioni italiane più attrattive per i turisti. Secondo il monitoraggio Enit relativo a Natale, Capodanno ed Epifania, la regione ottiene un tasso medio di saturazione delle strutture ricettive del 56,03%, posizionandosi al terzo posto in Italia, dopo Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.
Il dato testimonia un trend positivo per l’Italia nel suo complesso: tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, le strutture ricettive italiane hanno registrato un tasso di occupazione medio del 47,8%, con un incremento di 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare le presenze sono state soprattutto le destinazioni alpine, ma anche regioni come l’Umbria hanno registrato performance superiori alla media nazionale, seguite dall’Abruzzo con il 51,5%.
Il monitoraggio evidenzia inoltre una crescita dei flussi turistici provenienti dai mercati internazionali a lungo raggio. Stati Uniti, Canada, Messico e alcuni Paesi asiatici hanno contribuito ad aumentare la domanda, mentre in generale le vendite per le destinazioni italiane risultano in crescita nel 46,8% dei casi, arrivando al 50% per i Paesi dell’Unione europea.
L’Umbria conferma così il suo appeal anche fuori dal contesto montano, grazie a un’offerta turistica variegata che combina arte, enogastronomia e borghi storici. L’alta occupazione delle strutture durante le festività suggerisce una stagione invernale particolarmente favorevole per la regione, con numeri che rafforzano la sua posizione tra le mete più gettonate d’Italia.
«Questo risultato – dice l’assessora Simona Meloni – è anche il frutto dell’impegno delle tante città umbre che hanno investito con convinzione per arricchire l’offerta di esperienze legate al Natale, trasformando borghi e centri storici in luoghi vivi, accoglienti e capaci di emozionare. Come Assessorato abbiamo sostenuto questo percorso destinando oltre 400 mila euro del Fondo Nazionale per il Turismo alle dieci città che già lo scorso anno avevano registrato il maggior numero di presenze, una scelta strategica anche per destagionalizzare e per coinvolgere tutti le città e i paesi dell’Umbria. L’Umbria dimostra di saper essere attrattiva tutto l’anno: una destinazione autentica, sostenibile e capace di parlare a viaggiatori diversi, italiani e internazionali. Continueremo su questa strada, con l’obiettivo di rendere il turismo sempre più una leva di sviluppo diffuso per i territori e le comunità».
