«Egregia sindaca, per una questione di etica ed un certo modus operandi interno, abbiamo
silenziosamente ascoltato per un anno e mezzo le sue numerose accuse, neanche
tanto velate». Inizia così la lunga lettera indirizzata alla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, scritta dal Comitato orvietano salute pubblica. La missiva arriva a seguito del consiglio comunale dello scorso 24 novembre, dopo il quale il comitato ha deciso di «prendere una posizione pubblica e chiara rispetto alle sue continue allusioni che ci tacciano di: scarsa onestà intellettuale e poca serietà, preoccupare inutilmente i cittadini,
avvelenare il clima della realtà locale, di non essere autorevoli, di fare ‘riunioni di
partito’, di fare petizioni rilasciando false informazioni di ‘chiusura’ di ospedali e
quant’altro. Affermazioni che, come cittadini, ci amareggiano molto: soprattutto
perché il pulpito da cui provengono è quello di una figura istituzionale che ci
dovrebbe rappresentare tutti, in quanto primo cittadino del Comune in cui risiedono
molti soci del Cosp».

Comitato orvietano per la salute pubblica Poi, nella missiva, il comitato riepiloga tutto sin dal principio: «Torniamo alle dovute presentazioni delle parti in gioco, perché quelle fatte finora forse non sembrano essere state chiarite. Il Comitato orvietano per la salute pubblica (Cosp) è un’associazione del terzo settore, in particolare un’organizzazione di bolontariato (O.d.V.) accreditata al Registro Unico Nazionale del terzo settore (Runts) e all’art. 3 dello statuto è chiaramente indicata la natura apartitica del comitato. Dal mese di luglio 2024 ci impegniamo a promuovere nel territorio molte tematiche dedicate alla salute ed alla sanità pubblica, proponendoci come un punto di incontro tra cittadini, istituzioni sanitarie, amministrazioni comunali e regionali. Da questi approfondimenti sono scaturiti alcuni eventi pubblici per sensibilizzare i cittadini ed in generale tutti coloro che vogliono approfondire e comprendere meglio lo stato dell’arte, le criticità e le diverse proposte migliorative del nostro sistema sanitario nazionale: un sistema sanitario pubblico che dovrebbe essere motivo di orgoglio per un qualsivoglia Stato che aspiri a definirsi ‘civile’. Lei è anche venuta ad alcuni (pochi) di questi incontri, ricorda?».

La lettera Poi, ripercorrendo alcuni degli incontri organizzato proprio dal comitato scrivono: «Fra i vari aspetti che sono emersi durante alcuni nostri incontri, c’è quello relativo al fatto che il sindaco di Orvieto, Comune capofila della zona sociale 12, si ostina
ancora a non convocare la conferenza dei sindaci con la frequenza necessaria per
l’attenzione che questo territorio merita. Dobbiamo inoltre darle atto di una certa
coerenza: in un anno e mezzo della vita del Cosp non ha mai risposto ai nostri
numerosi e ripetuti inviti né per gli eventi pubblici né per la partecipazione alle
assemblee pubbliche che teniamo ogni due lunedì da remoto (assemblee a cui hanno
partecipato tutti i sindaci della zona tranne lei ed in presenza al ‘Bi.Pop.’ di Sferracavallo». A questo punto il comitato rincara la dose: «Oltre alle accuse elencate alle prime righe, ad ogni richiesta di patrocinio o di sala pubblica lei ci risponde sempre con qualche
difficoltà insormontabile. Quando ci risponde ovviamente. Dunque esimia sindaca, alla luce di quanto sopra riassunto noi saremmo un gruppo che genera un clima ostile e
non collaborativo? Noi saremmo i faziosi? Davvero Lei pensa che sia più importante la forma (la sede istituzionale) del contenuto (la competenza in maniera sanitaria)?». Ricordando poi la petizione a difesa del mantenimento e dell’autonomia del distretto sanitario di Orvieto per evitare l’accorpamento con quelli di Terni e Narni-Amelia, «come previsto dalla bozza del Piano Sanitario Regionale della precedente giunta Tesei?L’accorpamento è stato evitato e, a detta di molti responsabili del Distretto Sanitario stesso, principalmente grazie ai 7.312 cittadini di questo territorio che hanno manifestatamente espresso una volontà specifica. Tra i firmatari ci sono anche consiglieri della sua stessa maggioranza comunale: li abbiamo incontrati noi, gli abbiamo stretto la mano noi!
A breve – concludono – organizzeremo un evento incentrato sull’importanza delle associazioni del terzo settore, in modo che la capacità intellettiva delle stesse associazioni non sia più messa in discussione».

Il sostegno delle forze progressiste In una nota congiunta Partito Democratico, Proposta civica, Avs, M5s Orvieto, Bella Orvieto e Gruppo misto, esprimendo solidarietà al comitato, scrivono: «La sindaca ha messo in dubbio l’onestà e il senso di responsabilità delle associazioni locali che si occupano di sanità, definendole ‘bugiarde’ e accusandole di contribuire a creare un ‘clima avvelenato’ costruito intorno a questo tema. Quando le si ricorda, però, la sua ostinata assenza alle assemblee pubbliche organizzate da quelle stesse associazioni, che non hanno mai mancato di invitarla per approntare un confronto diretto e costruttivo con lei, la prima cittadina si giustifica asserendo che quegli spazi non rappresentano altro che ‘riunioni di partito’ alle quali, evidentemente, non sente di dover prendere parte. Alla sindaca Tardani dobbiamo chiarire che la nostra presenza durante quei dibattiti, organizzati da uno o più gruppi di volenterosi che, a differenza sua, non percepiscono un centesimo per il proprio impegno civico, vuole essere un segnale forte di vicinanza alla comunità, e ha l’ingrato compito di rimediare alla sua colpevole assenza.
Riteniamo – concludono – che i cittadini e le cittadine di Orvieto meritino maggiore rispetto e fiducia, la stessa fiducia che hanno accordato a questa amministrazione comunale nel momento in cui è stata eletta. È inaccettabile che il massimo rappresentante delle istituzioni cittadine si arroghi la libertà di rivolgere parole offensive e pretestuose verso gruppi di cittadini che decidono di contribuire alla ‘cosa pubblica’, infangandone il nome e minandone la credibilità attraverso l’uso di un linguaggio che va oltre il corretto confronto civile».

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