«Il progetto non è stato cassato, per farlo la Regione dovrebbe rivedere il piano dei fabbisogni cancellando i 142 posti letto per il Ternano». Il vicepresidente della Provincia, Francesco Maria Ferranti, torna sul vertice di martedì pomeriggio: «Il progetto è un’opportunità irrinunciabile. La Conferenza dei servizi del 2022 ha riconosciuto i posti letto per la provincia di Terni. Incontro utile perché la Presidente della Regione è venuta a conoscenza di atti e procedure di cui non era informata. È necessario ribadire che il progetto stadio-clinica, per un investimento privato di circa 70 milioni di euro, rappresenta un’opportunità irrinunciabile per il territorio ternano e per l’Umbria del sud».

Stadio-clinica «Il territorio della provincia di Terni – prosegue Ferranti – ha bisogno di individuare percorsi di crescita e di creare nuovi posti di lavoro e, sotto questi aspetti, il progetto in questione diventa un’opportunità fondamentale, per di più decretata di interesse pubblico nel 2021 dal Consiglio comunale di Terni, oltre ad aver occupato, negli ultimi anni, un importante spazio nei processi amministrativi del Comune e della Regione, nei quali non dovrebbe mai venir meno il principio della continuità amministrativa. In questo caso invece – dichiara il vice Presidente – sembrerebbe di assistere all’emergere del dannoso principio dell’annullamento in modo ideologico di provvedimenti sviluppati dalla precedente amministrazione regionale solo perché di colore politico diverso».

Provincia di Terni «Venendo all’incontro di ieri – afferma ancora Ferranti – emerge che in nessun modo questa progettualità è stata messa da parte, anzi è stato un incontro interlocutorio molto utile, perché la Presidente della Regione, per sua stessa ammissione, è venuta a conoscenza di procedure amministrative e di atti dei quali non era informata, poiché i tecnici della Regione evidentemente non glieli avevano opportunamente presentati. Al contempo appare singolare che il rappresentante legale della Regione abbia firmato un ricorso al Tar con una conoscenza parziale delle procedure. A seguito di questo incontro quindi la Regione potrà finalmente approfondire gli aspetti ancora da chiarire per raggiungere una soluzione che sia utile al problema di cui si sta discutendo. È comunque emerso con chiarezza – osserva ancora Ferranti – che la Conferenza dei Servizi decisoria del 2022 ha espresso un giudizio che non può, né potrà, essere annullato e che un parere favorevole con prescrizioni di quella Conferenza ha superato, con il riconoscimento dei 142 posti letto per l’area del Ternano, le prescrizioni».

Ferranti «Da ciò – secondo il vicepresidente – deriva: 1) che quand’anche il Tar annullasse la determina dirigenziale del Comune di Terni, lo stesso Comune ne potrà emettere una nuova calibrandola su eventuali indicazioni formulate dalla Regione; 2) L’unico modo con il quale chi governa attualmente la Regione potrebbe cassare il progetto sarebbe quello di rivedere il piano dei fabbisogni regionale, eliminando anche i 142 posti letto previsti per il Ternano e l’Umbria sud, cosa che però la stessa Presidente Proietti ha responsabilmente dichiarato di non voler fare, consapevole, evidentemente, che questo rappresenterebbe una penalizzazione inaccettabile e ingiustificata».

Avs Terni Di tutt’altro avviso i rappresentanti di Alleanza Verdi sinistra: «Bandecchi continua a difendere l’indifendibile, ostinandosi a mantenere in vigore la determina dirigenziale dello scorso luglio. È lui stesso ad ammettere che il Tar la boccerà: un’ammissione implicita di non legittimità. Nonostante ciò, si rifiuta di ritirarla, trascinando tutti verso un’udienza al Tar. Altro che perdita di tempo: qui c’è una precisa scelta di inasprire il conflitto. Le parole pronunciate da Bandecchi dopo l’incontro di ieri sera con la Presidente Proietti lo confermano: «A questo punto, faccio la clinica e non faccio lo stadio. È un messaggio esplicito alla tifoseria: per avere un nuovo stadio — o uno stadio agibile — dovete farvi sostenitori della clinica. Una condizione che suona come un ricatto».

Conflitti d’interesse «Ma a che titolo Bandecchi formula simili annunci? L’unico soggetto titolato a decidere sul progetto è la Ternana Calcio, cui compete l’iniziativa sia per la clinica sia per lo stadio. Dunque: o Bandecchi è di fatto il dominus della Ternana Calcio (circostanza incompatibile con la carica di Sindaco), oppure mantiene interessi diretti sull’area di Ternanello — come risulterebbe ancora dalle visure catastali in qualità di Presidente della Ternana Women — in contrasto con quanto dichiarato a settembre dopo l’arrivo della nuova proprietà della Ternana. In ogni caso, il conflitto d’interessi del sindaco–proprietario immobiliare incombe come un macigno. Il vero nodo è che il Comune di Terni da anni è prigioniero di queste logiche. Nel frattempo, i dati economici raccontano un arretramento drammatico: nel 2024 la nostra provincia è ultima in Italia per perdita di valore aggiunto industriale, con un “-10,45%” in un solo anno, come hanno riportato diversi giornali. Mentre si alimentano scontri e forzature, nessuno in Comune mette mano a veri progetti di ripartenza e sviluppo sostenibile».

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