di Enzo Beretta
È iniziato davanti alla Corte d’appello di Perugia il processo di secondo grado per la cosiddetta Concorsopoli umbra, lo scandalo che nel 2019 travolse la giunta regionale guidata da Catiuscia Marini e portò alla luce un presunto sistema di concorsi truccati e assunzioni pilotate nelle aziende ospedaliere di Perugia e nelle aziende sanitarie del territorio.
Le condanne In primo grado il tribunale ha condannato 21 persone, nel luglio 2024, tra cui l’ex presidente della Regione Catiuscia Marini, alla quale è stata inflitta una pena sospesa di due anni di reclusione (per falso, rivelazione di segreto d’ufficio e abuso d’ufficio, reato poi cancellato dal Parlamento) e l’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci a due anni e sette mesi (per associazione per delinquere, falso e rivelazione di segreto d’ufficio).
I giudici Davanti al collegio presieduto da Silvia Martusciello, con i giudici a latere Augusto Fornaci e Cecilia Bellucci, il processo riprenderà il 14 gennaio con la requisitoria del sostituto procuratore generale Luca Semeraro.
Tutte le condanne in primo grado Maurizio Valorosi 1 anno, Luca Barberini 3 anni, Gianpiero Bocci 2 anni e 7 mesi, Eleonora Capini 1 anno e 4 mesi, Marco Cotone 9 mesi e 10 giorni, Potito D’Errico 2 mesi, Rosa Maria Franconi 1 anno e 4 mesi, Catiuscia Marini 2 anni, Patrizia Mecocci 1 anno e 4 mesi, Walter Orlandi 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Mario Pierotti 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Domenico Riocci 2 mesi, Alessandro Sdoga 1 anno e 4 mesi, Antonio Tamagnini 1 anno, Simonetta Tesoro 1 anno e 4 mesi, Elisabetta Ceccarelli 1 anno e 4 mesi, Patrizia Borghesi 2 anni, Mauro Faleburle 1 anno e 4 mesi, Massimo Lenti 1 anno e 4 mesi, Antonio Tullio 10 mesi, Alvaro Mirabassi 1 anno e 4 mesi.
Sentenze Gli imputati, che in primo grado sono stati condannati dal tribunale penale a risarcire i danni in separata sede civile e alle spese sostenute dalle parti civili (così liquidate: 6.189 euro alla Regione Umbria, 8.234 euro ad Azienda ospedaliera di Perugia, 6.334 a Usl Umbria 1, 4.222 euro a Cittadinanza attiva) sono stati assolti nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti dell’Umbria, che ha rigettato la richiesta di risarcimento del danno erariale avanzata dalla Procura regionale, la quale aveva contestato complessivamente oltre 204 mila euro per presunti danni da disservizio e d’immagine.
