È partito in Umbria un piano regionale contro ogni forma di violenza: un sistema strutturato e permanente che coinvolge sanità, scuola, enti locali, magistratura, forze dell’ordine e associazioni per riconoscere, prevenire e contrastare i fenomeni violenti prima che sia troppo tardi.
Un mese di eventi Il piano, chiamato «Umbria contro ogni genere di violenza», è stato approvato dalla giunta regionale e si articola in un mese di eventi istituzionali, dal 25 ottobre al 25 novembre, pensati come punto di partenza per un cambiamento culturale e istituzionale duraturo. Non si tratta, dunque, di una semplice campagna di sensibilizzazione legata alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (in programma il 25 novembre), ma di quello che la giunta regionale ha definito lunedì nel corso di una conferenza stampa un modello operativo integrato e permanente.
Quattro pilastri Alla base del piano vi sono quattro pilastri: riconoscere le violenze, individuare i sintomi e i luoghi in cui si manifestano, costruire protocolli tecnico-scientifici condivisi, e creare alleanze operative tra le istituzioni. Il progetto coinvolge 18 realtà già aderenti, tra cui le aziende sanitarie umbre, l’Ufficio scolastico regionale, l’Arma dei carabinieri, diversi comuni, enti e associazioni civiche. Sono 37 le iniziative già calendarizzate e 11 i tavoli tematici permanenti attivi, dedicati a fenomeni specifici come cyberbullismo, autolesionismo, violenza sugli anziani, violenza ambientale e maltrattamenti sugli animali.
Protocolli e non solo Il piano prevede l’introduzione di protocolli nei pronto soccorso, nei reparti psichiatrici, nei consultori e nei servizi sociali. Sono previsti dispositivi di allarme, QR code per segnalazioni, percorsi di supporto psicologico e legale attivabili entro 24 ore, e dal 2026 anche sportelli di supporto psicologico per gli operatori sanitari. In ambito scolastico, 71 istituti umbri svilupperanno progetti su rispetto, affettività, bullismo, body shaming, disturbi alimentari e uso consapevole dei social.
Database È in fase di costruzione un database regionale per raccogliere dati e monitorare i fenomeni violenti, da integrare con gli osservatori già esistenti. Inoltre, sarà istituito un board scientifico per il coordinamento e la valutazione del piano. Tutti i documenti e le attività ufficiali saranno riconoscibili grazie a un logo specifico della campagna, a garanzia di coerenza comunicativa. Dal punto di vista finanziario, la Regione ha già stanziato 76.600 euro per il rafforzamento dei servizi antiviolenza esistenti, con ulteriori 246mila euro destinati al consolidamento della rete e all’apertura di nuovi sportelli, tra cui quelli a Todi e Città di Castello.
Gli appuntamenti Nel corso del mese sono previsti numerosi appuntamenti pubblici, tra cui: il 24 ottobre la giornata sulla sicurezza degli operatori sanitari, il 6 novembre un incontro con magistratura e sanità, il 7 novembre un approfondimento su benessere animale e ambiente, il 14 novembre la presentazione delle adesioni dei Comuni, e il 25 novembre la diffusione delle nuove linee guida del Codice Rosa nei pronto soccorso. I risultati del piano saranno monitorati e resi pubblici attraverso un report annuale.
Salute pubblica Secondo la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, il piano nasce dall’idea che la violenza sia «una questione di salute pubblica» e deve essere affrontata in tutte le sue forme: interpersonale, digitale, sociale, ambientale. L’obiettivo è «proteggere e supportare chi subisce violenza attraverso percorsi clinici e sociali condivisi», rafforzare la rete dei servizi e «valorizzare il lavoro dei professionisti».
Proietti La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha sottolineato che «abbiamo costruito un sistema permanente, non una campagna temporanea», ricordando il femminicidio del 5 gennaio scorso come evento che ha accelerato la costruzione del piano. «Lavoriamo fermamente a un cambio culturale che renda più facile chiedere aiuto, più immediata la risposta delle istituzioni, più forte la fiducia di chi denuncia».
Meloni L’assessora alle pari opportunità Simona Meloni ha ricordato come, nonostante le leggi esistenti, i femminicidi non siano diminuiti: «Abbiamo scelto di agire su due piani: protezione e cultura. La violenza non riguarda solo le donne, ma anche i figli, gli anziani, le persone con disabilità, gli animali, l’ambiente». La campagna, accompagnata dall’hashtag ufficiale #Umbriacontroogniformadiviolenza, si propone di trasformare il 25 novembre da data simbolica a punto di svolta per l’intera comunità regionale.
