Il taglio del nastro

di D.B.

È stato inaugurato venerdì all’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia il nuovo acceleratore lineare Radixact, una macchina di ultima generazione per la radioterapia oncologica in grado di colpire i tumori con estrema precisione, riducendo al minimo l’impatto sui tessuti sani.

Cos’è Radixact, tra i cinque sistemi di tomoterapia elicoidale attivi in Italia, integra in un’unica apparecchiatura una macchina per la terapia radiante, un sistema di tomografia computerizzata e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi. Questa combinazione consente di individuare tumori molto piccoli, seguirne gli spostamenti dovuti alla respirazione o ad altri movimenti fisiologici e somministrare dosi elevate di radiazioni in modo mirato, anche su più sedi contemporaneamente. Il trattamento, detto di radioterapia ablativa, è indicato per piccole metastasi e tumori primitivi di polmone e prostata, ma trova applicazione anche nei tumori testa-collo e nei tumori pediatrici, dove la capacità di risparmiare i tessuti sani è cruciale.

Eccellenza perugina Un ambito di eccellenza è quello delle neoplasie ematologiche: la Radioterapia oncologica di Perugia è tra i pochi centri al mondo a utilizzare la tecnica Tmli (Total marrow lymphoid irradiation), che prepara i pazienti al trapianto di midollo osseo irradiando in modo mirato ossa e linfonodi e riducendo la tossicità. Questa innovazione ha consentito di estendere il trapianto anche a pazienti oltre i 70 anni e di ridurre le recidive nei casi più complessi. L’investimento complessivo ammonta a oltre 7,5 milioni di euro, di cui più di 7,2 milioni finanziati dal Ministero della Salute e circa 380 mila euro a carico dell’Azienda ospedaliera di Perugia. I lavori, avviati a marzo e completati in 89 giorni, hanno permesso di mettere in funzione l’apparecchiatura dal 3 settembre: da allora sono stati trattati più di cento pazienti, con una media di 25 trattamenti al giorno.

Chianelli Il presidente del Comitato per la vita «Daniele Chianelli», Franco Chianelli, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto: «Quando sono venuto a conoscenza di un acceleratore lineare di ultima generazione, che colpisce solo le cellule malate preservando quelle sane e aumentando la guarigione negli adulti sottoposti a trapianto di midollo osseo dal 50 al 75 per cento, non potevo certo restare indifferente. Ho bussato a tutte le porte e finalmente, dopo due anni, il ministro Schillaci ha onorato la promessa. Un traguardo straordinario di cui sono felice e orgoglioso».

Schillaci Nel suo intervento, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha voluto sottolineare l’impegno del governo nel sostenere la sanità pubblica: «C’è l’impegno massimo del governo sulla sanità, come testimonia il fatto che quest’anno sono stati aggiunti 2,4 miliardi ai 5 miliardi già stanziati, raggiungendo così una quota record di 7,4 miliardi». Il ministro ha ribadito la necessità di valorizzare il personale sanitario e di puntare sulla prevenzione: «Abbiamo stanziato fondi per assumere più medici e infermieri, per pagare meglio chi sceglie il Servizio sanitario nazionale e per rafforzare gli screening oncologici e la salute mentale, soprattutto tra i giovani».

D’Urso e Proietti Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Antonio D’Urso, ha ringraziato il Ministero e i professionisti sanitari per il lavoro svolto: «Un macchinario di importanza straordinaria perché ci permette di curare meglio i pazienti oncologici, offrendo una risposta altamente qualificata. Mi auguro che sia la prima di tante inaugurazioni per rinnovare il parco tecnologico dell’ospedale». La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha poi sottolineato come l’investimento rappresenti «un passo avanti per la sanità pubblica e per l’innovazione tecnologica» e ha ringraziato medici, infermieri e operatori per «il lavoro quotidiano svolto con dedizione e competenza».

Liste d’attesa Sul fronte regionale, Schillaci nel corso di un incontro al teatro Brecht sui 3 anni del governo Meloni ha sottolineato che «sulle liste d’attesa c’è molto da fare» e ha richiamato la collaborazione delle Regioni: «Abbiamo messo molti fondi, ma ora vogliamo che vengano spesi bene anche in Umbria per ridurre i tempi e garantire ai cittadini un più facile accesso alle cure».

Zaffini e Prisco Il senatore di FdI Franco Zaffini, presidente della Commissione Sanità del Senato, ha definito l’arrivo dell’acceleratore «un impianto importantissimo finanziato dal ministro con grande sensibilità verso l’Umbria», ma ha anche invitato la Regione a migliorare la gestione del sistema sanitario: «Se questa amministrazione la smette di fare ideologia e comincia a mettere mano a dossier importanti, non sarebbe male. Nelle liste d’attesa, l’Umbria è in grave ritardo». All’inaugurazione ha partecipato anche il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, che ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza nelle strutture sanitarie. «Il governo rafforza la sicurezza sanitaria mettendo a disposizione – ha detto -fondi per completare la videosorveglianza dei pronto soccorso in Umbria».

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