di Daniele Sborzacchi
Le prova tutte Piero Braglia, ma il risultato non cambia. Il Perugia col peggior ruolino di marcia della sua storia recente, perde a Carpi la quinta partita consecutiva (terza sconfitta di fila col tecnico toscano alla guida) ed al cospetto di un avversario tutt’altro che irresistibile, mostra nuovamente tutta la sua debolezza. Non sono bastate le variazioni in formazione, con il lancio dal 1′ di due giovani classe 2007 (Rondolini in difesa e Giardino in attacco) e con il rientro, nella ripresa, dell’esperto Bartolomei riaggregato alla rosa. Non è servito nemmeno il ritiro ‘soft’ indetto dopo il ko con la Pianese. Perché il Carpi costruisce la vittoria nel primo tempo, con un Perugia non pervenuto che subisce due reti, non tira mai in porta e solo nella ripresa prova a costruire qualcosa di buono. Inutilmente. Che fare? Bella domanda… Il tunnel in cui si trovano i biancorossi appare davvero senza fine; si spera almeno in uno scatto d’orgoglio sabato prossimo nello scontro salvezza col Rimini, fanalino di coda solo a causa della penalizzazione.
Monologo Per dare l’idea della ‘pochezza’ del povero Grifo, nel primo tempo i biancorossi riescono ad entrare nell’area avversaria solo al 44′, con un calcio d’angolo senza sviluppi… Per il resto è strapotere del Carpi, che trova due reti in totale scioltezza. Prima delle due inzuccate vincenti, era stato Rosetti dal limite a scaldare le mani di Gemello, bravo a deviare. Poi però l’estremo del Perugia nulla ha potuto sui colpi di testa del difensore Rossini (da corner) e dell’attaccante carpigiano doc Casarini, solo soletto in area ed abile a sfruttare la scorribanda di Verza sulla destra, capace di affondare senza problemi sulla fascia. I ragazzi di Braglia sono in totale balìa dei padroni di casa, che senza sudare dispongono a piacimento dell’avversario grazie ad una semplice ma efficace organizzazione di gioco ed alla maggiore determinazione nei contrasti.
Piccoli segnali Nella ripresa il Perugia ha almeno il merito, se così si può dire, di provarci. Affidandosi al solito Kanoute, unico capace di costruire qualcosa sul fronte offensivo. Il Carpi indietreggia limitandosi ad amministrare il risultato, così la manovra è nelle mani dei Grifoni che si fanno pericolosi con l’attaccante senegalese. Prima un tirocross da ottima posizione che finisce alto, quindi un destro dalla medesima posizione che incoccia il palo. Il risultato però non cambia, i minuti passano (Terrnava va col sinistro a lato, Giunti tiro centrale) e l’epilogo è, ancora una volta, tristissimo per un Perugia che non riesce proprio a rialzarsi.
Carpi – Perugia 2-0
CARPI (3-4-2-1): Sorzi; Zagnoni, Panelli, Rossini; Verza (1′ st Rigo), Figoli (32′ st Lombardi), Rosetti (15′ st Pietra), Cecotti; Casarini (37′ st Forte), Cortesi (15′ st Stanzani); Sall. A disp.: Scacchetti, Perta, Tcheuna, Pitti, Visani, Toure, Arcopinto, Mahrani. All.: Cassani
PERUGIA (3-4-3): Gemello; Megelaitis, Rondolini (1′ st Bartolomei), Tozzuolo; Calapai (27′ st Matos), Giunti, Torrasi, Giraudo (19′ st Yabre); Manzari (1′ st Terrnava), Giardino (19′ st Montevago), Kanoute. A disp.: Moro, Nwanege, Brunori, Broh, Joselito, Tumbarello, Bacchin, Ogunseye. All.: Ortolani (Braglia squalificato)
ARBITRO: Davide Gandino di Alessandria (assistenti Singh/Scura, IV ufficiale Nigro, addetto FVS Tagliaferri).
MARCATORI: 24′ pt Rossini, 34′ pt Casarini
NOTE: Spettatori 2000 circa, 300 da Perugia. Ammoniti Rondolini (P), Megelaitis (P), Rossini (C). Recupero pt 2′, st 5′
