di S.S.
Nella vicenda della casa occupata dai sinti a Foligno il sindaco ricorda come siano limitati i suoi poteri, come avrebbe preferito aver già potuto fare di più e come, tuttavia, è pronto a cogliere ogni occasione di azione per riaffidare quell’immobile alla legittima proprietaria.
Casa occupata In attesa del provvedimento definitivo del prefetto per lo sgombero dell’occupazione abusiva, il Comune garantisce «massimo impegno» per la risoluzione della vicenda, la cui vittima è la signora Rolanda Marini. Una vicenda bizzarra anche per l’obbligo di dimora imposto al 27enne sinti in seguito a una serie di reati a suo carico nella casa occupata. Intanto giovedì mattina c’è stato un nuovo sopralluogo all’interno della casa occupata per accertare eventuali abusi edilizi.
Vicenda Rolanda Marini, ex avvocato, ad agosto ha sporto denuncia per occupazione abusiva di proprietà, ereditata da suo padre nel 2020. Attualmente Rolanda si trova costretta a vivere in una Rsa ma, intervistata dal programma Fuori dal coro, ha detto: «Rivoglio la mia casa!». Nel corso degli anni, la situazione è diventata insostenibile anche per i vicini che denunciano un clima di terrore e minacce. Sfiduciati dalla lunga battaglia, Rolanda e i vicini attendono con impazienza che la vicenda trovi una soluzione definitiva, riponendo la loro fiducia nel sindaco e nelle forze dell’ordine. «Se vogliono trovare un capo espiatorio a cui attribuire una responsabilità, il gioco diventa facile e fa comodo a tutti. La realtà è che un sindaco su fatti che riguardano l’ordine pubblico non ha poteri» spiega il sindaco Stefano Zuccarini a Umbria24, mettendo in chiaro il ruolo dell’amministrazione. Con la documentazione a supporto, l’amministrazione ribadisce di essere intervenuta a seguito di tutte le denunce presentate: «Il primo sopralluogo fatto dall’Asl2 e dalla polizia locale risale al 28 agosto. Da questo verbale emerge che c’è una condizione di sporcizia e scarsa igiene dell’abitazione, ma questo non incide sulla salubrità complessiva dell’ambiente».
Aggiornamenti «Per poter intervenire l’amministrazione ha bisogno che l’Asl2 dichiari che sussistono condizioni di insalubrità dell’ambiente» spiega Zuccarini. Per questa ragione il 29 settembre scorso – a seguito di una sollecitazione alla richiesta del Comune di precisazione – il sindaco di Foligno ha chiesto la convocazione del Comitato regionale per l’ordine e la sicurezza pubblica: «Sto aspettando gli aggiornamenti da parte del prefetto che al momento sta istruendo questa pratica. I miei poteri da sindaco sono limitati, se l’Asl2 dovesse accertare che l’ambiente rappresenta un rischio per la salute e mi richiedesse l’emissione di un’ordinanza, io sarei nelle condizioni di procedere». Risale a giovedì mattina, invece, il sopralluogo fatto dalla polizia locale a seguito della richiesta dell’Asl2 di accertare eventuali modifiche ambientali.
Promessa Il sindaco Zuccarini, che nei suoi due mandati ha più volte affrontato la questione dello sgombero dei campi rom – sia a Sant’Eraclio che a Belfiore – sottolinea: «Come sindaco della Lega considero queste situazioni una priorità. Se c’è un margine di intervento lo utilizziamo. Per quanto è nelle nostre possibilità, ci attiviamo sempre». La vicenda, intanto, resta delicata. Vale la pena ricordare che, con il decreto sicurezza approvato lo scorso giugno, è stato introdotto nel codice penale l’articolo 634-bis, che punisce l’«occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui». Si tratta di una norma che rafforza la tutela della proprietà privata destinata a uso abitativo, ma che si applica solo se chi denuncia dichiara di avere lì il proprio domicilio reale e abituale, elemento che sembrerebbe mancare nella denuncia della signora Marini.
