Un corteo regionale «contro il genocidio dei palestinesi e contro la nuova corsa al riarmo in Europa» è stato convocato per sabato 13 settembre alle 15:30 a Perugia colpercorso che si snoderà tra piazza Danti e Borgo XX Giugno. A promuovere la manifestazione diverse realtà sia regionali che nazionali, alcune da sempre vicine alla causa palestinese, altre nate durante la guerra in corso, come All eyes on Palestine di Perugia e il Coordinamento ternano per la Palestina, Associazione donne palestinesi in Italia e Unione democratica arabo palestinesi. A sostenere il corteo regionale de 13 settembre anche realtà sindacali e politiche come Usb e Cobas, Potere al popolo e Pci Umbria.
Alla mobilitazione parteciperà, fanno sapere gli organizzatori, anche il giornalista palestinese Samir Al Qaryouti, cresciuto a Ramallah ma da anni residente a Roma, dove è stato direttore dell’a storica ‘agenzia di stampa araba Kuna e corrispondente di Al Jazeera. «Da sempre impegnato in prima linea nel sostegno alla lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese, la sua testimonianza sarà un momento centrale della giornata di mobilitazione», è spiegato in una nota stampa.
Gli organizzatori, poi, indicano in sette punti la «piattaforma» della manifestazione: «stop al genocidio e solidarietà alla resistenza palestinese; libertà per Anan Yaeesh; autodeterminazione del popolo palestinese in una Palestina libera dal fiume al mare; rottura di ogni relazione economica, militare e diplomatica tra Italia e Israele; adesione alla campagna Bds (boicottaggio, disinvesimento e sanzioni contro Israele, ndr); no al piano di riarmo dell’esercito europeo; no alla Nato».
Quindi cosa muove il corteo di Perugia: «Israele – scrivono gli organizzatori in una nota – porta avanti con ferocia crescente un progetto genocida a Gaza e in Cisgiordania: massacri di civili, migliaia di bambini uccisi, ospedali bombardati e fame imposta dal blocco degli aiuti umanitari. Parallelamente, vengono approvati nuovi piani di colonizzazione della Cisgiordania per spezzarne la continuità territoriale, negando ogni prospettiva di uno Stato palestinese indipendente. Tutto questo – prosegue la nota – avviene con la piena complicità degli Stati Uniti, dell’Unione europea e del governo italiano. Roma non solo sostiene la macchina bellica israeliana, ma criminalizza chi, come Anan Yaeesh, ha partecipato alla resistenza palestinese: oggi ingiustamente detenuto nel carcere di Terni. Mentre la Palestina subisce la violenza coloniale, l’Europa si prepara a una nuova fase di militarismo, rilanciando la corsa agli armamenti al fianco della Nato e progettando persino un esercito comune europeo».
