di Dan.Bo.

«Promuovere la diffusione di una politica di tolleranza zero verso gli atti di violenza, fisica o verbale, perpetrati nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie, nonché la realizzazione di una specifica formazione del personale medico e sanitario e socio-sanitario».

Il tema È questo l’obiettivo del nuovo protocollo approvato dalla Regione, dalla Prefettura di Terni e dall’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per contrastare le aggressioni ai danni del personale sanitario; un tema già diverse volte al centro dell’attenzione nei mesi passati in Umbria. L’iniziativa nasce in risposta al numero crescente di episodi di violenza – fisica e verbale – che colpiscono medici, infermieri e operatori, soprattutto nei reparti più esposti come il pronto soccorso.

I compiti Il protocollo si propone di rafforzare la prevenzione, garantire risposte tempestive nei casi di emergenza e costruire una rete territoriale in grado di proteggere chi lavora in ospedale. Ogni istituzione coinvolta ha compiti diversi. La Regione ha il ruolo di coordinamento e si riserva di estendere l’intesa anche ad altre strutture sanitarie del territorio. La Prefettura di Terni organizzerà tavoli permanenti e momenti di confronto con le forze di polizia, oltre a collaborare nella formazione del personale. L’Azienda ospedaliera di Terni è chiamata a mettere in campo azioni concrete per ridurre i rischi, aggiornare la valutazione interna sulla sicurezza, installare sistemi di videosorveglianza, diffondere una politica di tolleranza zero e garantire sostegno medico, psicologico e legale alle vittime di aggressioni.

Vigilanza Un ruolo centrale spetta anche alle forze dell’ordine, che si impegnano a intervenire tempestivamente in caso di violenza, a effettuare controlli mirati soprattutto nei turni più critici e ad ampliare – nei limiti delle risorse – l’orario del presidio fisso di polizia già presente al Santa Maria. A supporto di queste attività si aggiunge l’Osservatorio regionale sul rischio aggressioni, che raccoglie le segnalazioni, aggiorna le linee guida e promuove campagne di sensibilizzazione.

Prevenzione Il protocollo, della durata di due anni, non si limita a misure di emergenza ma punta anche sulla prevenzione. Nel pacchetto di interventi vengono previste attività di formazione per migliorare la capacità del personale di gestire situazioni conflittuali e sistemi di comunicazione più trasparenti, come pannelli informativi sui tempi di attesa. Vengono inoltre introdotti percorsi di ascolto e mediazione per ridurre le tensioni tra operatori e utenti e ricostruire un clima di fiducia. In caso di episodi di violenza, gli operatori sanitari avranno la possibilità di richiedere l’intervento immediato delle forze di polizia tramite il numero unico 112. In parallelo, se presenti, saranno attivati i servizi di vigilanza interna dell’ospedale.

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