Città di Castello sarà il punto di partenza di una nuova ippovia che raggiungerà Assisi, ispirata a San Francesco. La giunta comunale ha approvato un progetto da 793mila euro, cofinanziato per metà dal Fondo unico nazionale per il turismo e per metà dalla Regione Umbria, con il Comune di Valfabbrica come coordinatore. Il primo lotto funzionale coinvolgerà anche Pietralunga, Gubbio e Assisi, seguendo in gran parte il percorso della Via di Francesco.

L’ippovia, pensata per cavalieri e cavalli, unisce riferimenti spirituali a una forte vocazione turistica, promuovendo il “turismo lento” in Umbria. Il percorso sarà mappato e verificato per garantire sicurezza e accessibilità, con interventi per superare le difficoltà morfologiche e viarie.

Dopo l’adesione formale di Città di Castello al progetto, partiranno i confronti con gli altri comuni per definire il tracciato e siglare un accordo di collaborazione, che darà avvio alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica del primo lotto funzionale dell’ippovia.

L’ippovia da Città di Castello ad Assisi si inserisce nel più ampio percorso della Via di Francesco, un itinerario spirituale e naturalistico che segue i passi del santo patrono d’Italia. Questo percorso è noto sia come cammino a piedi sia come ippovia (già esistente quindi per questa parte di percorso), con tratti dedicati ai cavalieri, unificando la vocazione turistica e spirituale del territorio umbro. Attraversa località come Pietralunga, Gubbio, Valfabbrica e appunto Assisi. Il tracciato è mappato e studiato per offrire sicurezza e accessibilità a cavalli e cavalieri, con interventi mirati alle difficoltà morfologiche e viarie.

Il cammino, relativamente impegnativo, attraversa paesaggi suggestivi dell’Alta Valle del Tevere, boschi, colline e piccoli borghi ricchi di storia e arte, come dimostrano le tappe da Citerna a Città di Castello e da quest’ultima a Pietralunga, dove si possono incontrare monumenti, fondazioni per la conservazione della biodiversità e siti storici legati a San Francesco.

I lavori di definizione e l’accordo di collaborazione tra i comuni coinvolti segneranno la prossima fase per completare la progettazione tecnica ed economica, facendo dell’ippovia un’attrattiva principale per gli appassionati di equitazione e pellegrinaggio a cavallo in Umbria.

Le ippovie più lunghe d’Italia si distinguono per varietà di paesaggi, estensione e ricchezza culturale. Tra queste spicca l’Ippovia del Gran Sasso e dei Monti della Laga in Abruzzo, con un percorso di circa 470 chilometri: è considerata la più lunga del Paese e una delle più estese al mondo, attraversando 65 località e suddivisa in quattro rami con 58 tratte. Questa ippovia si snoda all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, regalando un’esperienza che fonde natura incontaminata, storia e tradizione.

In Campania esiste l’Ippovia del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, lunga circa 408 chilometri e suddivisa in 18 tappe. Il percorso attraversa colline, corsi fluviali e montagne, toccando aree ricche di biodiversità e bellezze naturali, proponendo un’esperienza equestre adatta a tutti i cavalieri.

Nel Lazio, l’Ippovia Grande Anello dei Parchi supera i 700 chilometri, collegando numerosi parchi, comuni e aree naturali, mentre in Trentino Alto-Adige l’Ippovia delle Prealpi si estende per circa 450 chilometri attraverso foreste e territori montani in 18 tappe.

In Lombardia si trovano l’Ippovia Garda-Adamello, lunga circa 140 chilometri, e l’Ippovia sul Monte Baldo, nota per essere la più alta d’Italia in termini di altitudine. Tra tutte, l’Ippovia del Gran Sasso si distingue per essere la più lunga realizzata all’interno di un singolo parco nazionale, offrendo un patrimonio ambientale e culturale straordinario che attrae appassionati di equitazione e natura.

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