di Maria Giulia Pensosi
Le Rocche Raccontano, non solo una rievocazione storica, ma un vero e proprio viaggio nel tempo nei duemila anni di storia di Ferentillo. La manifestazione, partita il 21 agosto, è giunta alla giornata più attesa: il debutto dei quadri viventi. Dal 27 fino al 31 agosto, ogni sera, circa 500 figuranti saranno impegnati per far rivivere le usanze del passato e traghettare il pubblico fino al presente: dai Naharki alla prima guerra mondiale. Il 31 agosto, in chiusura della kermesse, sfilata dei figuranti e spettacolo pirotecnico.
Le Rocche Raccontano: lo spettacolo dei quadri viventi Con i quadri viventi le antiche mura di Ferentillo e le vie del paese si trasformano in «testimoni di secoli di storia». Le rappresentazioni potranno essere ammirate dal 27 al 31 agosto. Il percorso parte alle 20.30 da piazza Vittorio Emanuele e termina in largo Furio Miselli. Diverse le scene che il pubblico potrà apprezzare, si parte dai Naharki, un antico popolo dell’Italia centrale che viveva nella valle del Nera oltre duemila anni fa. Poi la rappresentazione dei due eremiti siriaci, Lazzaro e Giovanni. Si arriva dunque ai Monaci: «Ferentillo prende il nome da Ferento, città distrutta nel 1173 a causa dell’eresia catara – spiega il sito della manifestazione -. I superstiti si rifugiarono più a nord e furono accolti dai monaci dell’Abbazia di San Pietro in Valle. I locali iniziarono a chiamarli “Ferentum-illi”, ovvero “quelli di Ferento”, da cui il nome del paese». Seguono i quadri Monachesimo, Il borgo e i Nobili.
Dal ‘600 al ‘900 Poi uno dei più apprezzati perché tanto realistico quanto toccante ovvero “La strega”: «La vita tranquilla del borgo poteva essere rattristata dalla visione di un palco preparato al centro della piazza per il rogo di una donna accusata di stregoneria, doveva essere eliminata per non diffondere l’infezione eretica. La folla all’arrivo della gabbia che accompagnava la sventurata, accorreva per assistere al cerimoniale». E ancora: i Briganti, la Peste e miracolo di San Sebastiano, i Francesi, la Stazione di posta, La fiera e la Trebbiatura. Chiude la rappresentazione il Tram: «Il 5 settembre 1909, con l’inaugurazione della tramvia Terni-Ferentillo, iniziò una nuova era per la popolazione della Valnerina, che da tempo desiderava un rapido collegamento con Terni. Il tram rappresentò una vera e propria rivoluzione industriale, portando al paese nuove opportunità e speranze, con la possibilità di movimento e l’illusione di un futuro migliore. La popolazione, insieme alle autorità locali e al poeta Furio Miselli, festeggiò questa grande occasione, che sembrava aprire nuove porte per le generazioni future. Tuttavia, pochi anni dopo, nel 1915, quei sogni vennero infranti dalla guerra».
Sfilata e spettacolo pirotecnico In chiusura della manifestazione, il 31 agosto, ultimo appuntamento con la Taverna delle rocche poi, sempre alle 20.30, l’apertura dei quadri viventi. Alle 23.30 invece, da via della Vittoria, sfilata dei figuranti e a seguire premiazione del quadro vincitore edizione 2025. Chiude la kermesse lo spettacolo pirotecnico dal campanile (Chiesa Santa Maria).
