Il parco della Passeggiata

«Dalla consultazione dei dati di distribuzione degli individui arborei tra le cinque classi di
propensione al cedimento si rileva come sussistano rilevanti problemi di stabilità». Questo uno dei passaggi chiave della relazione tecnica di un esperto agronomo che ha costretto il Comune di Terni a procedere con ordinanza per l’abbattimento di 18 alberi, sottoposti a deperimento fisiologico di degradazione del legno. «Trattandosi di piante arboree poste all’interno di aree a verde pubblico – si legge nel dossier – la condizione di rischio correlata alla loro presenza è da considerare sempre elevata, in quanto oltre ad alti livelli di frequentazione si registra sempre la presenza limitrofa di manufatti o edifici».

Sos verde pubblico Per rispondere alle polemiche dei giorni scorsi, l’assessore Marco Iapadre chiarisce: «Alla Passeggiata andremo avanti con il taglio dei 18 alberi pericolanti non perchè siamo attratti da una smania di tagliare qualunque cosa ma perchè vogliamo tutelare la sicurezza delle centinaia di persone, soprattutto famiglie, che ogni giorno utilizzano questo spazio verde». A seguito delle analisi effettuate è risultata molto diffusa la presenza di piante arboree completamente compromesse o comunque con diffuse criticità. «A tal proposito – si legge ancora nella relazione – al fine di scongiurare eventuali cedimenti anche parziali da parte degli individui arborei maggiormente compromessi, si consiglia di procedere con la chiusura del parco in caso di eventi/allerte meteo rilevanti».

A proposito di riforestazione «Dato lo stato attuale degli alberi – dice l’agronomo -, è da prendere in considerazione anche la necessità di una ricostituzione dei viali e degli spazi alberati, in quanto gli abbattimenti consigliati sono concentrati nelle aree maggiormente antropizzate e di conseguenza ampi tratti risulteranno privi di copertura arborea. In tali circostanze si consiglia di effettuare prima la sistemazione delle infrastrutture esistenti e successivamente il reimpianto delle giovani piante, onde evitare di generare lesioni con i mezzi d’opera. Dato lo stato attuale degli alberi, volendo ragionare in una prospettiva di un decennio, si verificherà con tutta probabilità l’esigenza di procedere ad ulteriori abbattimenti. Può quindi essere razionale procedere ad una programmazione della messa a dimora di giovani piante per mirare ad una ricostituzione programmata del patrimonio arboreo del Parco urbano in questione. È evidente che tale evenienza deve essere
attentamente ponderata, previa una approfondita valutazione dello stato fitosanitario e di
stabilità dell’intero patrimonio arboreo».

Messa a dimora di nuove piante Per quanto concerne gli eventuali reimpianti – si legge ancora – si raccomanda di valutare attentamente lo spazio a disposizione per lo sviluppo dei giovani esemplari posti a dimora. Ciò in quanto dovranno essere debitamente considerate le
esigenze delle specie che verranno impiegate evitando di mettere a dimora piante eliofile
sotto la chioma di alberi adulti. Dovendo infine procedere alla sostituzione degli individui arborei per cui è previsto l’abbattimento, con giovani piante, si consiglia di predisporre buche di dimensioni almeno pari al doppio della zolla delle giovani piante, provvedendo ad apportare qualora necessario, del terriccio con idonee caratteristiche chimico-fisiche. È inoltre necessario provvedere al tutoraggio degli alberi mediante pali in legno, effettuando
le legature necessarie attraverso gli appositi sistemi elastici. Effettuata la messa a dimora
delle piante si deve provvedere ad una abbondante irrigazione al fine di far aderire il terreno all’apparato radicale così da consentire una rapida espansione dello stesso e ridurre lo stress inevitabile a seguito del trapianto. Per garantire un corretto attecchimento di tutti gli individui vegetali impiantati, si consiglia di procedere con costanza ad irrigazioni di
soccorso».

Iapadre L’assessore dunque rassicura: «Noi non abbiamo alcun interesse ad abbattere gli alberi se non per problemi di sicurezza. Il taglio di un albero per noi amministratori comunali rappresenta un danno ambientale, economico, addirittura doppio. Spendiamo soldi per tagliarlo e ne spediamo anche per i dovuti e sacrosanti nuovi impianti. Solo gli sciocchi possono parlare di vantaggi per il Comune. Nel caso della Passeggiata siamo costretti ad intervenire, in quanto i tecnici più che titolati, hanno stabilito che 18 esemplari sono in classe D, cioè hanno una propensione al cedimento estrema, gli alberi dunque manifestano segni, sintomi e difetti gravi tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero sia ormai esaurito.  L’abbattimento dunque è tecnicamente fuori discussione. Questa amministrazione per quanto attiene il reimpianto si è già attivata. Le specie da mettere a dimora verranno concordate con la Soprintendenza che in questo caso sì ha un ruolo sugli aspetti estetici del parco. Abbiamo già fissato un incontro e nei prossimi giorni definiremo il progetto nel dettaglio, come d’altronde questa amministrazione fa in ogni caso, con le nuove piantumazioni che, grazie a noi, superano gli abbattimenti. Per la Passeggiata daremo luogo alle piantumazioni concordate nel periodo più consono per gli attecchimenti, così come indicato dall’agronomo».

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