Laura, Eliza e Ilaria © Fabrizio Troccoli

di En.Ber.

Due nomi, due date, due città umbre: Eliza Stefania Feru, uccisa a Gualdo Tadino il 5 gennaio 2025 a 30 anni. Laura Papadia, assassinata a Spoleto il 26 marzo, a 36 anni. Sono loro le vittime umbre di femminicidio riportate nel documento dell’Osservatorio nazionale ‘Non Una di Meno’, che, alla data dell’8 luglio 2025, attribuisce all’Umbria il 3,4% del totale degli eventi registrati in Italia. Ma tra i nomi elencati nelle tabelle figura anche quello di Ilaria Sula, studentessa ternana di 22 anni, assassinata a Roma il 25 marzo 2025. Una ferita che attraversa l’intera regione, anche oltre i suoi confini.

LA REGIONE SCONVOLTA DAI FEMMINICIDI

Misure a sostegno Alla Camera dei deputati è stata approvata all’unanimità la relazione sugli orfani di femminicidio redatta dalla commissione parlamentare d’inchiesta, frutto di 23 audizioni e di un lavoro di maturazione e mediazione andato avanti per oltre un anno. Il testo – sottoscritto, tra gli altri, dalla presidente Martina Semenzato e dalle deputate Elisabetta Christian Lancellotta ed Elena Bonetti – propone di «invertire la rotta» attraverso nuove misure a sostegno dei figli delle vittime.

Il documento Non si conosce la reale dimensione del fenomeno, si legge nel documento. Da qui la proposta di creare un registro nazionale degli orfani di femminicidio, nel quale dovranno essere iscritte tutte le associazioni che svolgono, senza fine di lucro, attività di assistenza legale e psicologica gratuita agli orfani a causa di crimini domestici o connessi al genere. Uno strumento per dare visibilità a una realtà che resta spesso sommersa, anche in Umbria.

Sostegno economico Tra le misure indicate, l’adeguamento dei sostegni economici: «nella misura di 60.000 euro l’anno, come avviene adesso, ma misura complessiva di 60.000 euro da ripartire tra tutti gli orfani dello stesso nucleo familiare», oltre all’estensione del Fondo già esistente per orfani di femminicidio, con risorse dedicate anche a scuola, sport, cultura, salute e orientamento. Un altro punto centrale è la semplificazione dell’iter per la «degiuridicizzazione» dei rapporti con le famiglie affidatarie e per garantire agli orfani il diritto alla verità senza che questo implichi «un supplemento di dolore o turbamento».

Quindici punti programmatici Il lavoro della commissione ora passa ai ministeri competenti. «L’intento dell’inchiesta – ha spiegato Martina Semenzato – è la condivisione con tutti i ministeri competenti, in particolare con quello della Giustizia. Quindici punti programmatici, alcuni con già un’invarianza finanziaria e altri da finanziare». Soddisfazione bipartisan anche dalle opposizioni. Per Elena Bonetti, «è necessaria una revisione sistematica legislativa, a partire dalla legge di bilancio». In attesa dei prossimi passi istituzionali, il peso dei numeri continua a ricordare l’urgenza dell’azione. E in Umbria, quei tre nomi – Elisa, Laura, Ilaria – non devono restare solo un dato.

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