di Chiara Fabrizi
Quattro cartomanti sono stati arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa: in carcere sono finiti una 51enne di Città di Castello, una 48enne di San Giuseppe Vesuviano (Napoli) e un 47enne di Napoli, mentre i domiciliari sono stati concessi a una 55enne di Foligno.
Loro, secondo la Procura di Perugia, che ha coordinato le indagini di carabinieri e finanzieri, prendevano di mira persone in difficoltà, alle quali sarebbero riusciti a scucire dal 2022 complessivamente 5,5 milioni di euro attraverso bonifici e accrediti. Il quartier generale dei cartomanti si trova a Ponte San Giovanni (Perugia), dove era stato allestito il call center e venivano anche accolti i clienti residenti in tutta Italia.
Circa 250 le persone truffate, alcune delle quali hanno denunciato direttamente, mentre in altri casi sono stati i loro familiari, dopo aver scoperto le ingenti somme versate ai cartomanti. Sì, perché alcuni dei clienti sono arrivati a trasferire alla presunta associazione per delinquere anche 200 mila euro.
Contestualmente all’esecuzione degli arresti, le autorità hanno proceduto al sequestro preventivo di beni per circa 5 milioni di euro. In un’abitazione in uso al 47enne napoletano finito in carcere è stata trovata anche una valigia con 100 mila euro in contanti, che gli è stata sequestrata insieme a tre auto, di cui una di grossa cilindrata, due orologi e altri beni di valore.
Secondo gli inquirenti la presunta associazione per delinquere aveva organizzato un servizio telefonico di cartomanzia per individuare persone fragili da truffare, di cui venivano acquisite informazioni in relazione alle problematiche che le avevano spinte a rivolgersi al servizio, che variavano dalle condizioni di salute ai drammi sentimentali.
Una volta fidelizzati venivano affidati a cartomanti presentati con nomi d’arte e che si assicurava avrebbero seguito il loro caso. Nell’ambito degli accertamenti è quindi emerso che gli iniziali pagamenti dei clienti attraverso il circuito dell’899, che costa 30 euro ogni 40 minuti, venivano superati dal rapporto diretto che si instaurava col cartomante, che a quel punto veniva pagato con accrediti su postepay o bonifici bancari. Questi trasferimenti di denaro, ha spiegato il procuratore Raffaele Cantone, erano per «importi molti rilevanti».
Con le indagini, poi, è emerso che il servizio di cartomanzia consisteva sì nella lettura delle carte, ma ai clienti venivano «sistematicamente prospettate problematiche di natura esoterica», per le quali venivano quindi proposte delle soluzioni: si andava dagli «scudi» a «fatture e malocchi», dalle «visualizzazioni» ai «blocchi». Le pratiche, ha spiegato Cantone, venivano eseguite con «candele, scioglimento di sale e talismani», ma anche con «sotterramento (anche in cimiteri) dei residui» di queste pratiche.
Gli investigatori hanno anche accertato che alle vittime della truffa venivano inviate «foto di simboli esoterici allusivi al diavolo, come serpenti», ma più in generale, secondo la Procura di Perugia, l’azione della presunta associazione per delinquere era finalizzata «a indurre le vittime a credere alla presenza di negatività che avrebbero peggiorato la loro condizione se non affrontate coi mezzi da loro proposti». Si arriva così ai versamenti delle ingenti somme che, questo ritengono di aver ricostruito gli inquirenti, servivano anche «a effettuare viaggi o trasferte dei cartomanti all’estero per “sbloccare” più agevolmente le situazioni negative».
Le prove raccolte sono state più che sufficienti per ottenere sia l’arresto dei quattro cartomanti, considerati i promotori della presunta associazione per delinquere, che il decreto di sequestro preventivo per beni con valore complessivo di 5 milioni di euro. Durante l’esecuzione dell’ordinanza del gip sono state anche compiute una serie di perquisizioni, che hanno portato al sequestro, oltreché della valigia piena di soldi, anche di cellulari utilizzati per tenere i contatti coi clienti, carte prepagate, agende e appunti manoscritti con le somme incassate, che ora saranno al centro di ulteriori approfondimenti.
