di Ma. Gi. Pen.
Premeditazione e futili motivi sono le aggravanti contestate dalla Procura a Mark Samson, reo confesso del femminicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, interrogato nuovamente in carcere.
Sei terabyte da analizzare Al giovane, sentito dal pubblico ministero per oltre un’ora, è stata formalizzata la contestazione delle aggravanti tra le quali anche quella del legame affettivo con la vittima. Samson avrebbe risposto alle domande e ribadito ancora una volta di non aver premeditato l’omicidio. Le risposte che potrebbero aiutare gli inquirenti nei sei terabyte di materiali dei dispositivi elettronici, da analizzare prima di chiudere le indagini. Quello che è emerso dai dispositivi è comunque già stato sufficiente ad aggravare la posizione del giovane; la premeditazione contestata infatti sarebbe legata a dei messaggi di Samson trovati nei device. A questo punto la Procura, finite le analisi sui file, potrebbe chiedere il giudizio immediato. Oltre al ragazzo, ritenuto responsabile del femminicidio e dell’occultamento di cadavere, nel registro della Procura figura la madre del giovane che lo avrebbe aiutato a ripulire la scena del crimine e sbarazzarsi del corpo di Ilaria.
