Santi e Barcaioli

di Daniele Bovi

La Banca europea degli investimenti potrebbe essere coinvolta in un nuovo maxi piano di finanziamenti richiesto da Ater Umbria per ristrutturare e rimettere in uso gli alloggi pubblici attualmente non assegnati. L’obiettivo è sbloccare risorse da destinare alla manutenzione ordinaria e straordinaria, per ridurre il numero degli appartamenti sfitti e migliorare l’efficienza del patrimonio abitativo pubblico.

Alloggi sfitti A dirlo, martedì nel corso di una conferenza stampa, è stato Federico Santi, neo amministratore unico di Ater. Santi ha ricordato quanto spiegato giorni fa in commissione, ovvero che in Umbria ci sono quasi 1.400 alloggi di edilizia residenziale pubblica che risultano vuoti perché non affittabili. Un numero che genera un «importante squilibrio economico» e comporta «spese a carico dell’azienda, come quelle condominiali e l’Imu, senza alcun ritorno in termini di affitto».

I numeri Di questi 1.400 alloggi, 1.274 sono da ripristinare per un costo stimato di 38,2 milioni di euro; 26 servirebbero per quelli di proprietà di Ater, 3 per quelli del Comune di Perugia, 1,1 per quelli del Comune di Terni e quasi 8 per quelli di proprietà di tutti gli altri Comuni. A oggi gli appartamenti affittati sono 7.825, pari all’80,9 per cento del totale, mentre quelli «non locabili» sono 1.391, e solo 79 di questi sono in manutenzione.

IN UMBRIA QUASI 1.400 CASE POPOLARI NON AFFITTABILI

I problemi A peggiorare la situazione, ha spiegato Santi, c’è un «alto tasso di turn-over» tra gli inquilini e la presenza di abitazioni «di tipologia particolare, che i Comuni faticano a collocare». Il piano del nuovo vertice Ater è ridurre almeno del 60 per cento il numero di alloggi inutilizzati, portandoli sotto quota mille. Oltre a ciò, bisognerà mettere mano al problema della morosità, che ha toccato i 12 milioni.

Le riconsegne Ater ha riscontrato anche un aumento delle riconsegne «dovuto – è stato detto martedì – a modificazioni delle abitudini sociali e alla riforma dell’Isee che, aumentando giustamente i fitti per chi poteva permetterselo, ha prodotto un aumento di utenti che si sono mossi verso la locazione privata»; un meccanismo che ha prodotto negli ultimi anni un raddoppio dei casi: da circa 100 a oltre 200. Questo produce ovviamente dei danni economici dato che chi esce paga circa 200 euro al mese mentre chi entra – essendo primi in graduatoria – circa 50.

CASE POPOLARI, LE MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE

Barcaioli Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’assessore regionale Fabio Barcaioli, che ha rivendicato come la questione della casa sia tornata centrale nell’agenda della Regione: «La casa torna al centro dell’agenda politica, perché, come evidenziato anche dal rapporto Caritas, rappresenta uno dei principali fattori che incidono sulla povertà». «Oggi – ha aggiunto – la casa sta diventando un problema per le giovani coppie, per gli anziani, e noi questo problema lo vogliamo risolvere».

Nuovo corso La nuova governance di Ater punta dunque a rendere effettivo il diritto alla casa. Il nuovo corso si propone di rafforzare il ruolo dell’azienda come soggetto capace di «accompagnare i cambiamenti sociali, rispondere ai bisogni più urgenti» e costruire «politiche abitative lungimiranti». Tra gli obiettivi strategici vi sono l’accesso ai fondi europei e nazionali, lo sviluppo di modelli innovativi come il co-housing, la promozione delle comunità energetiche regionali, l’incremento della manutenzione e la riduzione dei tempi di intervento.

Coordinamento Santi ha sottolineato che per uscire dalla situazione critica è indispensabile un’azione coordinata: «Chiediamo la collaborazione attiva dei Comuni e della Regione per sistemare gli alloggi di proprietà pubblica gestiti da Ater». Tra le priorità anche una «ristrutturazione interna» che migliori i servizi, come il sito web, e un «incremento dell’organico aziendale» per rendere più efficace l’azione dell’ente.

Umbria modello L’intenzione dichiarata dalla Regione è di fare dell’Umbria un modello nazionale per le politiche abitative. Per Barcaioli, si tratta di un impegno concreto: «L’Umbria è in campo per dare una risposta con una nuova governance dell’Ater che vuole mettere l’edilizia pubblica residenziale al centro della nostra politica insieme al social housing».

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