Nell’estate del 1975 Rino Gaetano cantava di un’Italia sospesa tra «chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ama l’amore e i sogni di gloria» e «chi ruba pensioni». Una descrizione dissacrante e che, soprattutto, non si allontana troppo dal contesto attuale. E, anche se con con un linguaggio lontano da quello del cantautore crotonese, negli ultimi giorni, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, ha creato una sua personale ‘compilation’ raccontando coloro che oggi abitano il Bel Paese. Maranza, baby gang, stipendi da fame e arretratezza industriale. Parlando di diversi temi, con ironia, Bandecchi cerca di attirare consensi per «cambiare l’Italia».

Maranza? «Quattro schiaffi e a casa» L’ex patron della Ternana ha iniziato a pubblicare una serie di video-risposta parlando dell’attualità. In breve, quello che nella bolla social viene definito un ‘Q&A’ (tradotto domande e risposte). Se non fosse che è lui stesso a proporre sia interrogativi che risposte. Delle vere e proprie pillole con cui Bandecchi, talvolta con ironia, altre con spudorata sincerità propone la sua soluzione alle storture della società. Ad esempio, come risolvere il ‘problema’ maranza? «Quattro schiaffi e a casa». Si tratta chiaramente di video ironici che, tuttavia, hanno quasi tutti un elemento comune: il denaro. «Ragazzi, volevo organizzare delle vere e proprie squadre per le rapine in banca. Ma non troppe rapine, una o due al mese, in modo tale da avere in tasca quei 10-15 mila a euro per noi che le organizziamo. Perché andare a lavorare oggi: per 1.200 euro e devi stare anche zitto, tu sei l’unico inc****o sempre».

Amici di Bandecchi E, sempre in un video pubblicato su una pagina social chiamata ‘Amici di Bandecchi’, lo stesso incalza: «Perché devi andare a lavorare? Andiamo a fare le rapine. Scegliamo delle banche precise. Anche tu padre, mandami tuo figlio. Lo mandi a fare il cameriere in Inghilterra, in America. Emigrante di m***a. Mandiamolo a fare le rapine, l’unica cosa che in Italia ha un senso. Oppure – e qui il sindaco torna serio – mandalo insieme a me e cambiamo questo Paese».

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