Per il 2025 previste 711 nuove assunzioni per le quattro aziende sanitarie dell’Umbria, di cui 273 per personale dirigente e 438 per addetti del comparto. Ad annunciarlo una nota della Regione che parla di «passo decisivo per il rafforzamento del servizio sanitario regionale» a meno di 48 ore dall’attacco arrivato dai consiglieri regionali di opposizione che hanno denunciato «liste d’attesa fuori controllo con 87.557 prestazioni in attesa, il doppio rispetto a pochi mesi fa», invitando la presidente Stefania Proietti, che ha tenuto per sé la delega alla sanità, ad «ammettere il fallimento».

Le 711 nuove assunzioni per le quattro aziende sanitarie sono state previste coi Piani triennali dei fabbisogni del personale 2025-2027 e si sommano «a importanti percorsi di stabilizzazione, che interesseranno 65 dirigenti e 113 operatori del comparto, garantendo – è scritto in una nota della Regione – consolidamento delle competenze professionali all’interno del sistema sanitario regionale».

L’altra novità è stata annunciata direttamente dalla presidente Proietti, che ha stabilito di attuare «procedure concorsuali unificate, che diventeranno la modalità prevalente a partire da quest’anno, al fine di assicurare maggiore efficienza, economicità e celerità nei processi di selezione, evitando sovrapposizioni e ottimizzando l’utilizzo delle graduatorie». In questo senso, viene prevista la «costituzione di un tavolo di concertazione regionale per la programmazione annuale delle procedure di reclutamento, che individuerà per ciascun concorso un’azienda capofila responsabile della formazione di un’unica graduatoria regionale a cui le quattro aziende regionali attingeranno per soddisfare i propri fabbisogni di personale».

Certo è che 711 assunzioni entro l’anno, anche con lo snellimento delle procedure, non è un risultato semplice da raggiungere. Proietti, però, considera però il previsto rinforzo degli organici «un impegno concreto per una sanità pubblica forte e accessibile a tutti gli umbri» e «un investimento sulla qualità delle cure e sui servizi che offriamo alle nostre comunità». Sotto il profilo finanziario viene assicurato che i Piani del fabbisogno del personale «sono stati elaborati nel rigoroso rispetto del vincolo di spesa regionale per il personale, garantendo una gestione oculata e sostenibile delle risorse pubbliche» ed «è previsto un costante monitoraggio della spesa per assicurare il mantenimento degli equilibri di bilancio e il rispetto dei vincoli normativi».

Nel frattempo, però, dai banchi dell’opposizione si parla di «disastro Proietti» nella gestione delle liste d’attesa. «Altroché l’azzeramento in tre mesi urlato col megafono sotto gli ospedali in campagna elettorale, qui a parlare chiaro sono i numeri: al 3 giugno 2025 le prestazione da evadere sono schizzate a 87.557, il doppio rispetto alle 44 mila circa del settembre 2024 quando governava il centrodestra e ben oltre le 77 mila circa di febbraio scorso», denunciano Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tesei Presidente – Umbria Civica). Per gli esponenti di opposizioni si è di fronte a «un sistema ormai completamente fuori controllo, precipitato nel caos a causa dell’inadeguatezza e dell’improvvisazione della sinistra» e a «tentativi di occultamento dei dati, perché a rivelare l’entità del disastro è stata solo una richiesta di accesso agli atti di Tesei, peraltro rimasta senza risposta per oltre dieci giorni in palese violazione del regolamento dell’assemblea legislativa». In questo quadro, i consiglieri di opposizione sostengono che Proietti dovrebbe «avere il coraggio di riconoscere il proprio fallimento e di lasciare la delega alla sanità a qualcuno di capace: l’Umbria – concludono – non può continuare a essere ostaggio di slogan, incompetenza, arroganza e continui proclami vuoti».

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