Banconote

di Dan.Bo.

Poco più di 48mila euro, per la precisione 48.254. Tanto, a proposito della lotta all’evasione, hanno incassato negli ultimi anni i Comuni umbri a fronte delle segnalazioni qualificate inviate all’Agenzia delle Entrate. Il dato emerge da uno studio della Cgia di Mestre.

La normativa La legge permette alle amministrazioni di inviare all’Agenzia le cosiddette «segnalazioni qualificate» di possibili casi di evasione relative a Irpef, Ires, Iva, imposte di registro, ipotecarie e catastali. Gli ambiti possono essere quelli che riguardano il commercio, le professioni, l’urbanistica e il territorio, le proprietà edilizie e il patrimonio immobiliare, le residenze fittizie all’estero e così via. Segnalazioni che devono essere puntuali e circostanziate; motivazioni generiche non bastano. Molti Comuni però non hanno le forze per condurre attività di questo tipo, che dovrebbero essere fatte da personale formato e qualificato. Insomma, più che di “insensibilità” dei sindaci verso l’evasione o l’elusione in molti casi si tratta semplicemente di impossibilità a combatterla.

I numeri E così, spiega la Cgia, nel 2024 i municipi che hanno “guadagnato” grazie a queste segnalazioni sono stati 296 su un totale di oltre 8mila. Peraltro, la normativa garantisce ai Comuni il 50 per cento di quanto accertato, ma dal prossimo anno si tornerà – come avveniva fino a qualche anno fa – al 100 per cento. Complessivamente nel 2024 questi 296 hanno incassato circa tre milioni di euro. Tra questi ce ne sono quattro umbri: Monte Santa Maria Tiberina (18.955 euro), Citerna (15.301), San Giustino (3.235) e Narni (620). E i due capoluoghi? Perugia e Terni tra il 2016 e il 2023 hanno portato a casa poco più di mila euro; una cifra da ascrivere quasi totalmente a Perugia (oltre 9.600 euro).

In Italia A livello nazionale il Comune che ha incassato di più dalla lotta all’evasione è Milano (397.991 euro). Seguono Genova (381.871), Prato (184.579) e Lodi (157.435). Nelle prime 10 posizioni nazionali spiccano Cernusco del Naviglio (Mi) con 75.880 euro e Segrate (Mi) con 67.443. Vista la dimensione dell’evasione, del lavoro nero e dell’abusivismo edilizio specie al Sud, Bari ha riscosso 1.776 euro, Palermo 1.373, Napoli 773 e Agrigento 267. I Comuni di Catania, Caserta, Foggia e Trapani, invece, non hanno incassato alcunché.

L’evasione In generale, da Nord a Sud, cifre irrisorie se si considera che l’evasione fiscale viene stimata in quasi 93 miliardi di euro all’anno. Per quanto riguarda l’Umbria, in particolare, secondo i dati di Istat e Ministero dell’Economia, nel 2022 l’«economia non osservata» valeva circa il 14 per cento del Pil, una cifra superiore alla media nazionale (11 per cento), per un’evasione stimata pari a circa 1,4 miliardi di euro. Oltre 35mila poi, sempre nel 2022, erano i lavoratori non regolari mentre le costruzioni abusive (fonte Cresme) sono più di una su dieci. Insomma, il lavoro per recuperare somme a favore della collettività non mancherebbe.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.