«Zona rossa» a Fontivegge, indicativamente tra piazza Vittorio Veneto e piazza del Bacio, anche se il perimetro esatto sarà definito nei prossimi giorni. Questa la decisione presa dal prefetto di Perugia, Francesco Zito, a margine del Comitato per l’ordine e per la sicurezza pubblica convocato per fare il punto sull’intera provincia, ma in realtà dedicato principalmente a Perugia e al quartiere di Fontivegge.
Zona rossa a Fontivegge La proposta dell’istituzione di una «zona rossa» è arrivata dal sottosegretario al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, «per rafforzare – ha detto – i controlli nelle aree della città maggiormente esposte a fenomeni di degrado e criminalità, dando così anche un supporto operativo al Comune di Perugia». In questo quadro, il prefetto si appresta a predisporre «una vigilanza rafforzata nell’area della stazione ferroviaria di Fontivegge, caratterizzata, oltre che da un elevato afflusso di persone, anche da una significativa incidenza dei reati inerenti la criminalità diffusa e predatoria e da fenomeni di degrado e di marginalità sociale», come si legge in una nota ufficiale.
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Cosa vieta l’ordinanza del prefetto Sarà quindi adottata un’ordinanza, per ora limitatamente al periodo estivo, che vieterà «l’indebito stazionamento delle persone che – è scritto in una nota della Prefettura di Perugia – assumono atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica idoneo a ostacolare la libera e piena fruibilità delle aree interessate e che risultino già destinatarie di segnalazioni all’autorità giudiziaria per reati in materia di stupefacenti, contro la persona, contro il patrimonio ed in materia di armi».
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Ferdinandi chiede garanzie Oltre a Prisco, al prefetto, al procuratore generale Sergio Sottani e a quelli della Repubblica di Perugia e di Spoleto, Raffaele Cantone e Claudio Cicchella, anche la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi che, prendendo atto della decisione del governo su Fontivegge, ha chiesto garanzie anche per altre zone del territorio comunale. In particolare, il timore è che concentrando gli sforzi su piazza Vittorio Veneto, piazza del Bacio e aree immediatamente limitrofe, si finisca col penalizzare altri quartieri della città e pure il centro storico di Perugia. In questo senso, Ferdinandi ha chiesto di potenziare le unità in organico alle forze dell’ordine per evitare contraccolpi sull’istituzione della «zona rossa» di Fontivegge.
La riunione Per il sottosegretario in questa fase è fondamentale attuare pienamente gli strumenti già previsti dal decreto sicurezza, in particolare in ambito di prevenzione, monitoraggio e riqualificazione urbana. Prisco ha richiamato inoltre il regolamento regionale del 2018, che consente ai Comuni di intervenire sui locali “a rischio” situati in aree sensibili (sul tema è in corso a Palazzo dei Priori un lavoro tra maggioranza e opposizione per arrivare a un testo condiviso). Il Comune, ha aggiunto, dovrà procedere al censimento degli occupanti degli immobili e al controllo della salubrità e sicurezza degli spazi, intervenendo in particolare su usi impropri di locali che generano disagio.
La chiusura Intanto, sempre a Perugia, si è svolto un sopralluogo all’Ottagono, nel quartiere di Fontivegge, dove è stato chiuso uno spazio inutilizzato e degradato. All’iniziativa erano presenti la sindaca Vittoria Ferdinandi, il presidente di Ater Umbria Federico Santi, il consigliere comunale Antonio Donato e la polizia locale. L’intervento è stato definito un primo passo concreto nella strategia di contrasto al degrado urbano e fa parte di un più ampio piano di rigenerazione del quartiere.La sindaca ha parlato di un’azione necessaria per rispondere a una situazione critica, frutto dell’ascolto dei cittadini e del coordinamento tra istituzioni. Ater, proprietaria del locale, ha risposto alla segnalazione del Comune collaborando alla chiusura dello spazio. Donato, consigliere delegato alla sicurezza, ha sottolineato il nuovo approccio operativo dell’amministrazione, che punta su «interventi rapidi e mirati» in attesa di progetti strutturali di riqualificazione.
