Se tutto dovesse incastrarsi nel modo giusto per la prossima settimana l’Umbria potrebbe fare il passo atteso e ottenere l’accordo con la Toscana per ricevere l’acqua che terrebbe in vita il Trasimeno, quella di Montedoglio appunto. A quel punto bisogna attivare i lavori per gli ultimi collegamenti al tubo che sono stanziati. Tuttavia con l’atto che passa oggi, mercoledì in giunta regionale, si sbloccano ulteriori attesi lavori per il lago, che vengono avviati da subito. Da luglio quindi e fino a dicembre.
C’è aria di fiducia in Regione dove sono state consumate tappe considerate fondamentali. Senza entrare nei tecnicismi per una questione già fino troppo tecnica, il piano operativo individuato dalla nuova maggioranza e presentato dal consigliere Betti, è passato in Consiglio regionale con un documento che impegna la giunta su più fronti. Giunta che vuole andare dritto all’obiettivo e aprire i cantieri. Con l’atto dell’assessora Meloni, diventa operativo l’accordo di programma da concordare con il commissario straordinario nazionale per il contrasto alla scarsità idrica Nicola dell’Acqua. Da giugno a dicembre saranno realizzate le seguenti opere: ripristino idraulico degli imbocchi delle darsene per 250.000 euro, manutenzione straordinaria della rete idraulica di scolo verso il lago, ovvero gli impianti e i tubi collegati al Trasimeno a partire dal Fosso Paganico a Castiglione del Lago per 50mila euro, poi interventi sui pontili per favorire l’arrivo e la partenza delle imbarcazioni per 250 mila euro, azioni urgenti per mitigazioni impatti ambientali dei bassi livelli idrici (sarebbero le bonifiche delle zone insabbiate) per 20 mila euro, infine, studi di sistema per sostenibilità ambientale, adattamento climatico e gestione emergenze idriche incluse soluzioni di dragaggio e riuso dei sedimenti per altri 30mila euro. Vale a dire il piano per rispondere al meglio alle ferite del lago dovute ai cambiamenti climatici e come fare fronte ai momenti maggiormente critici. «La delibera di Giunta sblocca lo schema attuativo con gli interventi dell’Accordo di programma – ha dichiarato l’assessore Meloni – Si tratta di un passo deciso nella direzione di una gestione integrata e lungimirante del nostro lago. Il Trasimeno è una risorsa naturale, economica e identitaria straordinaria, ma anche fragile. Questo piano interviene sui problemi più urgenti, ma guarda anche al futuro, con studi e soluzioni che puntano alla stabilità del bacino, alla qualità ambientale e alla piena fruibilità turistica». I progetti saranno seguiti da un Osservatorio tecnico incaricato di monitorare i risultati e coordinare le prossime fasi.
La questione che probabilmente segnerà il punto di svolta è il risultato che la giunta Proietti, attraverso l’assessora Meloni (storica espressione del lago), potrebbe portare a casa la prossima settimana. In sostanza l’accordo con i toscani per ricevere l’acqua di Montedoglio. Che per quanto non risolve da sola tutti i problemi del Trasimeno ne è la sua bombola d’ossigeno che dovrà tenerlo in vita. Accordo rispetto al quale il clima sembra volerlo favorire. Dagli ambienti politici di entrambi i fronti si dicono sicuri di riuscire comporre ‘la macedonia’. Tradotto: ‘tu mi dai le pere io ti do le mele’. Che significa non solo accordo sull’acqua ma individuare un percorso condiviso anche sulla stazione della Medio Etruria e sulla sanità di confine. Essendo tanti i terreni che coinvolgono le due regioni la partita non è di semplice soluzione. Il presidente della Toscana, ancora convinto di non volere Creti come stazione della Medio Etruria, sarebbe fiducioso di incassare il sostegno dell’Umbria su questo punto. Tuttavia per quanto l’Umbria e la Toscana potrebbero dirsi d’accordo, questo non si tradurrebbe automaticamente in una soluzione sulla stazione della Medio Etruria, rispetto alla quale decide il governo, con o senza l’accordo delle Regioni. Ma l’eventuale sintonia tra Toscana e Umbria potrebbe bastare a ottenere l’acqua di Monte d’Oglio. I prossimi incontri valgono una visione più chiara su possibilità concrete e tempi.
«Ancora una volta – scrivono in una nota i consiglieri di centrodestra – la maggioranza ha dimostrato di non avere rispetto né per le istituzioni né per i reali problemi del territorio. A inizio marzo abbiamo presentato una mozione, a prima firma Arcudi, sull’utilizzo dell’acqua dell’invaso di Montedoglio, per affrontare in modo strutturale l’emergenza idrica che da
anni colpisce il Lago Trasimeno, aggravata dai cambiamenti climatici e dalla scarsità di acqua nei periodi più critici. Oltre alla mozione abbiamo anche presentato un’interrogazione urgente sulla moria dei pesci, un segnale allarmante per l’equilibrio ambientale del lago, segnalato il problema dei chironomidi, che stanno causando forti disagi ai cittadini e ai turisti, e denunciato l’inadeguata gestione da parte dell’Unione dei Comuni, sempre più distante dalle reali esigenze di manutenzione e salvaguardia del lago.
Abbiamo portato avanti il nostro impegno con serietà, in continuità con quanto fatto negli scorsi cinque anni dall’amministrazione regionale di centrodestra per la tutela del Trasimeno, ovvero interventi sulle sponde, miglioramento della depurazione, valorizzazione della pesca e del turismo e difesa dell’ambiente».
