di M.R.

Non mancano purtroppo le nubi sul settore della chimica in provincia di Terni. L’industria del film di polipropilene, nuova Moplefan di Terni, ancora a caccia di una linea di credito per proseguire nell’attività produttiva, ha presentato nei giorni scorsi il proprio piano industriale al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Da indiscrezioni risulta che proprio in quella sede si sarebbe acceso un lumicino di speranza ma tutto è da valutare nel dettaglio, con i tecnici del caso e il coinvolgimento di Invitalia. L’aggiornamento con istituzioni e parti sociali è già fissato per la fine del mese di maggio.

Da Moplefan a Sangraf Capire se ci sono le condizioni per lavorare ancora e dare prospettive certe alla storica fabbrica del Polo chimico è l’obiettivo dei lavoratori che, vivendo il difficile contesto produttivo oggi, sulla scorta delle passate agonie vissute, faticano a ipotizzare un futuro positivo. Dalle parti di Narni scalo, mostra segnali di criticità lo stabilimento ex Sgl, oggi Sangraf, che produce elettrodi di grafite per forni d’acciaieria. Giorni fa nel corso di un incontro tra vertici aziendali e organizzazioni sindacali, è stato ribadito quanto sia importante e strategico il sito produttivo di Narni; tuttavia tenuto conto che in termini di mercato, prima del 2026 sicuramente non ci saranno miglioramenti rispetto ai costi energetici e delle materie prime oltre ai prezzi di vendita. Quello che la proprietà ha lasciato intendere è che lo stabilimento non dovrà pesare ulteriormente sulle casse della proprietà cinese. Alcuni investimenti, forse anche ritenuti sovradimensionati o non stimati correttamente, avrebbero esposto la società a una situazione debitoria con fornitori e ditte con ricadute dirette sulla produzione, che potrebbero avere anche riflessi sulla sicurezza. Procedere a un ripiano è dunque il primo step da compiere, dopodiché non si escludono in futuro anche produzioni periodiche intervallate da stop attività, che potrebbero a loro volta avere conseguenze sugli impianti. Insomma la situazione è molto delicata.

Ex Sgl Al momento si parla di processare 2000 ton di coke per poi procedere alla vendita delle stesse, incassare i proventi e reinvestirli in nuova produzione con l’obiettivo di generare flussi economici sul sito narnese. Laddove ci sono commesse da evadere deve esserci insomma anche redditivà o la fabbrica potrebbe essere messa in discussione. Nella strategia che l’azienda sta mettendo in campo non mancano la protezione in termini di ammortizzatori sociali per i lavoratori; la differenziazione dei mercati e ricerca di fondi o altri meccanismi per avere flusso circolante. In estrema sintesi però l’azienda ha ribadito l’intenzione di continuare la produzione ma a determinate condizioni che saranno verificate nel mese di maggio.

Alcantara Tra le sorvegliate speciali c’è poi sempre la fabbrica di Nera Montoro attiva nell’automotive. La vera ripresa di mercato, in questo caso, viene sempre rinviata di semestre in semestre. Di buono c’è che per un paio di mesi si produrrà a capacità piena. La prossima settimana sarà calcolato il premio partecipazione ai lavoratori che dovrebbe risultare carente alla voce redditività. Lo stato di agitazione permane e sono diversi i tavoli tecnici aperti in Confindustria.

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