«La gente continua a morire dei più brutti e incurabili mali e, talvolta, cade tragicamente sul lavoro per condizioni operative inaccettabili. Ma si prosegue, come se tutto fosse rischio calcolato e ‘piccoli’ incidenti di percorso, pur prevedibili e prevenibili. L’azienda darà due spicci alla famiglia e tutto sarà archiviato, nell’impunità più totale non solo dell’impresa, ma di tutti quei frammenti di istituzioni politiche e giudiziarie che sapevano e, per gli interessi del piccolo capitalista di provincia, hanno deciso di non agire o non hanno fatto abbastanza. La Regione Umbria sospenda immediatamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale ad Arvedi e a Tapojarvi. E si imponga la Valutazione di Impatto Ambientale sull’intero stabilimento». Questa una parte della lettera scritta e diffusa dall’ex assessore all’Ambiente del Comune di Terni, Mascia Aniello che ricorda essersi rivolta alla magistratura per indagare sull’attività del sito siderurgico Arvedi-Ast.

Infortunio all’acciaieria «Quando ero assessore all’ambiente del Comune di Terni, così come da privata cittadina, ho ripetutamente e costantemente raccolto il grido di aiuto delle maestranze di Arvedi-Ast-Tapojarvi, completamente abbandonate dalle istituzioni e preoccupate per la loro salute, in mancanza di presidi di sicurezza adeguati. Grido d’aiuto che ho tradotto in plurime denunce ben circostanziate alle Procure della Repubblica di Terni, Perugia e Roma (per le differenti competenze in gioco), per il mancato rispetto della normativa ambientale regionale e nazionale, per i conflitti di interesse che incredibilmente gravano, alla luce del sole, sui controllori e sui funzionari pubblici coinvolti, per numerose altre inadempienze e negligenze; ultimo ma non ultimo, per le condizioni di lavoro degli operai, da miniera dell’800. Ho allegato alle denunce, tra varie prove documentali, immagini molto chiare: foto e video spaventosi, che testimoniano lo scarso valore della vita e della salute dinanzi alle logiche produttive. Financo immagini della stessa area dove lunedì sera è avvenuto quel terribile incidente e che avevo già mostrato al sindaco nell’autunno 2023».

Ast Arvedi «Ho informato dettagliatamente di quanto stava accadendo, oltre un anno fa, non solo le Procure competenti e il sindaco di Terni – prosegue Aniello -, ma, reiteratamente, anche il ministero del Lavoro e l’Inail territoriale, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, la Regione Umbria, Asl 2 e Arpa. Ho chiesto esplicitamente il sequestro delle aree interessate, trasmettendo dati incontrovertibili non solo sul disastro ambientale in corso, ma anche sul vergognoso scenario operativo in cui vengono regolarmente lasciati i dipendenti. Per tutta risposta ho ricevuto una ridicola denuncia per diffamazione da Arvedi-Ast e lettere con minacce di querele da parte di alcuni sindacati con gli occhi bendati. I politici, tutti, la smettano di comportarsi da scendiletto o di cincischiare su un fantomatico accordo di programma: qualsiasi impresa deve rispettare la legge in termini di tutela ambientale e sicurezza sul lavoro indipendentemente da eventuali investimenti pubblici».

Aniello «La dirigenza locale di Ast – ammonisce – si dimetta in blocco per manifesta incapacità di garantire le più elementari condizioni di sicurezza, in attesa di un giusto processo che individui le responsabilità. In Italia serve ogni volta un incidente grave perché qualcuno intervenga? Mi auguro – conclude – che, pur nello stesso, immobile, degradante, mediocre scenario di sempre, stavolta finisca diversamente e che giustizia sia fatta».

M5s A intervenire sul caso anche il gruppo territoriale ternano dei pentastellati. Quello che è successo lunedì sera all’Ast di Terni è un fatto gravissimo. Non è un caso che Terni si colloca al terzo posto per i ‘Casi di morte sul lavoro per Provincia’ in Italia. Desideriamo esprimere la nostra più sentita vicinanza e solidarietà incondizionata al giovane coinvolto e ai suoi cari. Auspichiamo che possano superare questa tragica prova nel modo più sereno possibile. Tuttavia, l’accaduto ci impone una profonda riflessione sulla tematica della sicurezza sul lavoro. Siamo a conoscenza di molteplici denunce di criticità lavorative, avvenute tra il 2023 e il 2025 senza però ottenere la giusta attenzione, riscontrando evidenti criticità come è emerso in campo di sicurezza sul lavoro. Questo ci deve assolutamente far riflettere».

Pentastellati «A Gennaio 2025 – proseguono dal Movimento – l’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega engineering ha aggiornato il quadro della sicurezza sul lavoro in Italia. L’indice di mortalità sul lavoro, calcolato come il numero di decessi ogni milione di lavoratori, ha evidenziato che sei regioni italiane sono classificate in zona rossa. Tra le regioni interessate, al terzo posto, c’è anche l’Umbria con una incidenza maggiore a +25% rispetto alla media nazionale. Come gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle confermiamo il nostro incondizionato sostegno ai lavoratori. Richiediamo un’indagine approfondita sull’accaduto in merito alle condizioni di rischio in cui operano i lavoratori di Arvedi-Ast e Tapojarvi e sollecitiamo l’amministrazione comunale a valutare misure significative per evitare il ripetersi di tali situazioni. Non siamo disposti a barattare la salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori sull’altare del profitto economico privato».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.