Lo striscione in corso Vannucci (foto Elle Biscarini)

di El. Bi.

«Quella del 15 marzo a Roma non è, e non sarà, la piazza del riarmo». Così la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, venerdì dalle pagine de La Repubblica risponde a chi le chiede di «ripensare» la sua partecipazione alla manifestazione di sabato prossimo indetta da Michele Serra in favore dell’Europa. «Porterò i valori del pacifismo, di Aldo Capitini, della democrazia» continua la sindaca.

«Dobbiamo pensare a una nuova Europa possibile, basata sui valori fondativi di uguaglianza, solidarietà e libertà. Un’Europa – scrive Ferdinandi – delle persone e per le persone, ridando valore a quel sogno nato all’interno delle prigioni dei nazionalismi e scritto nel Manifesto di Ventotene. Alexander Langer, già nel 1995, pensava alla creazione di Corpi civili di pace: cooperazione, coesione, diplomazia per tornare alle radici dell’unità europea generata dalle ceneri di due guerre devastanti figlie degli egoismi nazionali. È una grande occasione. Cogliamola, facciamo sentire la nostra voce. Mi auguro una piazza colorata di blu delle bandiere dell’Europa e dei colori di quelle della pace».

«SINDACA RIPENSACI»: IL VIDEO DEL PRESIDIO

Il presidio Una scelta – quella di aderire alla manifestazione – che ovviamente non è piaciuta a tutti. «Fuori l’Italia dalla guerra, Perugia città di pace, sindaca ripensaci!» recitava infatti venerdì a grandi lettere colorate lo striscione sorretto da un gruppo di cittadini del Fronte del dissenso e Cittadini per la pace, sotto Palazzo dei Priori. «Chiediamo alla sindaca – dice Giovanni Cenci, uno degli organizzatori del presidio – di ripensare la sua posizione in quanto prima firmataria del manifesto di Michele Serra. In questo momento in cui l’Europa va verso il riarmo e decide di intraprendere un percorso di guerra, noi pensiamo che la città di Aldo Capitini non possa essere coinvolta in questa manifestazione. La sindaca pensi ad amministrare la città e non a prendere posizioni politiche di questo tipo dove tutta la cittadinanza è coinvolta».

Pasquinelli «La Russia – aggiunge Moreno Pasquinelli del Fronte – non è nostra nemica. Ieri si è riunito il Consiglio europeo, dove hanno deciso un piano di riarmo impressionante che ci getta sull’orlo della Terza guerra mondiale; nella città di Capitini partecipare a una manifestazione che chiede più Europa e più armata non è ammissibile». Chi manifesta chiama in causa anche la Tavola della pace per una «grande mobilitazione unitaria per evitare che l’Italia sia travolta in questa guerra contro la Russia. Occorre dialogo e negoziare la pace, no al piano di riarmo europeo».

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