di Vincenzo Diocleziano

Il Nodo di Perugia rappresenta da anni uno dei temi più dibattuti nel panorama politico e amministrativo umbro. Dibattito che si sposta simbolicamente sul campo, con i consiglieri di opposizione Margherita Scoccia, Nilo Arcudi, Chiara Calzoni, Edoardo Gentili, Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli e il leghista Fabrizio Gareggia, sindaco di Cannara, che dall’aula consiliare si sono ritrovati alle quattro corsie di Collestrada per riaffermare la necessità di una soluzione strutturale alla viabilità perugina. Dopo la bocciatura dell’ordine del giorno di indirizzo sul progetto in consiglio comunale, il centrodestra chiede risposte rapide e alternative concrete per evitare, dicono, «uno stallo che né Perugia né l’Umbria possono permettersi».

Il raddoppio delle rampe Secondo il piano presentato da Anas, entro la fine di gennaio verrà avviata la conferenza dei servizi decisoria, mentre prima di giugno sarà indetto l’appalto integrato per il raddoppio delle rampe di Ponte San Giovanni. Questo intervento, finanziato con un investimento di 57,8 milioni di euro, rientra nel contratto di programma 2021-2025 approvato dal Cipess quasi un anno fa. Le rampe che collegano la E45 al raccordo autostradale Perugia-Bettolle passeranno da una a due corsie per migliorare i flussi in entrata e in uscita da Perugia. Ma secondo le opposizioni «il raddoppio delle rampe è solo una tappa, non la soluzione»- dichiara Edoardo Gentili- «serve una strategia complessiva che affronti il problema della viabilità in modo definitivo, altrimenti rischiamo di posticipare il Nodo vero e proprio di decenni». Sebbene, quindi, il raddoppio delle rampe sia considerato un passo avanti per ridurre gli ingorghi, molti, tra cui i rappresentanti del centrodestra, lo vedono come una soluzione temporanea. Così come il Nodino però nonostante le molte promesse del governo, reiterate nel corso degli anni, né il Nodino né il Nodo sono finanziati. «Il governo non sosterrà mai un’opera senza l’appoggio del Comune e della Regione» -ha sottolineato Margherita Scoccia- «serve concretezza e chiarezza su un’alternativa che non può attendere ancora anni».

La replica della maggioranza Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo PD al consiglio comunale di Perugia, accusa l’ex governo locale e regionale di immobilismo:«L’attuale opposizione, che fino a pochi mesi fa governava la città di Perugia, la Regione e attualmente il paese, si avventura in un teatrino grottesco, ignorando il fatto che durante i loro anni di governo non sono riusciti a dare alcuna risposta concreta al problema del traffico di Ponte San Giovanni», ha dichiarato Zurlo in un comunicato. Il capogruppo sottolinea le gravi condizioni del quartiere di Ponte San Giovanni, affermando che «la salute dei suoi cittadini è messa a rischio dall’inquinamento e dallo smog. Eppure, nei loro anni di gestione, non è stato fatto nulla di significativo per affrontare questo tema».

Vossi Anche l’assessore ai trasporti Pierluigi Vossi chiarisce la posizione della sua amministrazione: «Non abbiamo alcuna pregiudiziale sul progetto», afferma, sottolineando che «è fondamentale fare chiarezza sulla sua fattibilità e sulla sostenibilità reale». L’assessore ribadisce l’importanza di un «approfondimento serio e dettagliato per valutare appieno le implicazioni dell’intervento». In risposta al sit-in del centrodestra, che ha accusato l’amministrazione di mettere a rischio i finanziamenti, Vossi risponde che «è un chiaro segnale del loro fallimento. Hanno avuto 10 anni di governo, durante i quali, negli ultimi 5 anni, hanno collaborato con una Regione e un governo dello stesso colore politico». Mentre per quanto riguarda la questione dei fondi ha replicato che quelli «previsti dal governo Draghi sono stati eliminati dal governo Meloni, e che le risorse promesse da Matteo Salvini in campagna elettorale sono state invece destinate a finanziare il ponte sullo stretto di Messina. È grottesco e irresponsabile attribuire colpe all’attuale amministrazione». L’assessore ha infine evidenziato la volontà di procedere con «serietà e senso di responsabilità» per migliorare la mobilità a Ponte San Giovanni, ponendo al centro la «tutela della salute dei cittadini» e l’esigenza di soluzioni di mobilità alternativa.

Partecipazione popolare Nonostante la bocciatura, l’opposizione non si arrende. Durante il raduno a Collestrada, è stata annunciata l’intenzione di avvalersi degli strumenti di partecipazione previsti dalla legge, come petizioni, proposte di deliberazione e referendum. «I cittadini devono poter esprimersi su un progetto che, siamo convinti, gode di un forte consenso», ha sottolineato Riccardo Mencaglia. Anche i comitati a sostegno del progetto condividono questa posizione: «Il raddoppio delle rampe ci sarebbe dovuto essere comunque. Ora la maggioranza dica rapidamente quale alternativa intende proporre per affrontare la questione in modo definitivo».

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