di Daniele Bovi
Minori tutele e uno stipendio decisamente inferiore. Sono queste le conseguenze che Cgil, Cisl e Uil vedono all’orizzonte per gli oltre 30 lavoratori che, all’aeroporto di Perugia, si occupano della sicurezza tra bagagli, passeggeri e controlli del perimetro. Un lavoro svolto un tempo dalla polizia e ora direttamente dalla società che gestisce l’aeroporto; quella Sase che però, a dicembre, ha deciso di esternalizzare il servizio facendo salire sulle barricate i sindacati.
VIDEO – I SINDACATI: «RITIRARE SUBITO LA GARA»
La gara Gli atti di gara – che vale complessivamente oltre 3,6 milioni di euro – sono stati pubblicati il 5 dicembre e il termine per la presentazione delle domande scadrà il 15 gennaio. Il tutto dunque è avvenuto nel periodo di “interregno” tra la vecchia e la nuova giunta; quella Regione che, attraverso Sviluppumbria, è il socio più importante di Sase. Cgil, Cisl e Uil giovedì nel corso di una conferenza stampa tenuta fuori dallo scalo («non ci hanno concesso la sala interna») hanno chiesto a Palazzo Donini e alla società che gestisce lo scalo di ritirare celermente in autotutela la gara. Una questione che è stata già messa sul tavolo dell’ultima seduta di giunta.
Il contratto Come spiegato dai sindacati, il contratto che verrebbe applicato ai lavoratori (altre 30 persone vengono aggiunte per gestire il servizio durante i mesi di alta stagione) comporterebbe minori tutele e, soprattutto, uno stipendio più basso: da circa 10 euro l’ora a poco più di 6; il tutto a carico di lavoratori già precari. Per i sindacati si tratta di «un episodio grave» avvenuto peraltro durante un periodo di transizione e con un cda in scadenza.
