Un brusco calo termico è atteso tra il pomeriggio di sabato e lunedì sull’Umbria, quando le temperature potrebbero scendere anche di 9 gradi e nuovi fiocchi di neve dovrebbero cadere anche a bassa quota sull’Appennino, seppur il grosso della perturbazione dovrebbe riguardare il versante marchigiano. Dopodiché nuova parentesi di primavera, con temperature massime che potrebbero raggiungere anche i 15 gradi. Queste le previsioni fornite mercoledì mattina da Fabio Pauselli di Umbria meteo secondo cui «fino a sabato si faranno i conti con correnti provenienti da Sud-Ovest, temperature abbastanza miti e un po’ di umidità, che porterà qualche piovasco di poco conto in Umbria».
Per l’esperto, invece, «più particolare sarà la perturbazione attesa sabato, quando arriverà il brusco calo delle temperature, che renderà le giornate di domenica e lunedì particolarmente fredde, spazzate da vivaci venti di tramontana e porterà un calo delle temperature anche di 8-9 gradi, che però durerà poco». Questa fase fredda «prevede – spiega Pauselli – neve fino a bassa quota sull’Appennino, parliamo di 300 metri, però l’Umbria sarà interessata marginalmente. Sui Sibillini – afferma il meteorologo – potremmo avere accumuli di 5-10 centimetri tra 800 e mille metri, mentre altrove arriverà qualche fiocco svolazzante». Per l’esperto le zone più colpite saranno quelle di Bolognola e Frontignano, quindi sul versante marchigiano, mentre nelle zone Norcia, Gualdo Tadino e Monte Cucco, al massimo si assisterà a una spolveratina.
Come detto, però, la colonnina di mercurio nei prossimi giorni continuerà il giro sulle montagne russe. «Martedì prossimo sarà ancora una giornata fredda, ma porterà con sé sole e gelate estese, oltreché l’arrivo dell’alta pressione che da mercoledì consegnerà un aumento significativo delle temperature, con le massime che potrebbero risultare quasi primaverili, avendo chance di raggiungere i 15 gradi». Questa parentesi mite dovrebbe durare fino a venerdì, dopodiché sarà da vedere: «A parer mio – conclude Pauselli – l’alta pressione potrebbe reggere fino al 20 gennaio, con l’unico dubbio che è legato alle correnti occidentali, quindi a un aumento dell’umidità e al ritorno della nebbia, che porterebbe un aumento delle temperature minime e una riduzione delle massime».
