di Danilo Nardoni
Negli ultimi anni in Italia si è assistito alla crescita esponenziale e allo sviluppo delle Film Commission, organismi istituzionali operanti in ambito regionale, deputati principalmente all’attrazione delle produzioni audiovisive nei singoli territori di competenza. Ma i compiti delle Film Commission, variamente normati, non si limitano a questo pur importante aspetto. A questi enti spettano, tra le altre, anche funzioni significative nell’ambito della formazione professionale del personale operante nelle produzioni audiovisive oltre alla promozione, anche turistica del territorio. Tanto che le loro funzioni non possono non rimandare anche al concetto di cineturismo, ovvero di quel turismo sostanzialmente indotto dal successo di film e serie televisive.
Cerca di accendere più di un riflettore su tutto questo il volume “Le Fondazioni Film Commission. Tra ruolo istituzionale e cineturismo”, con gli autori Fabio Melelli (membro della Commissione cinema del Ministero della Cultura) e Daniele Corvi (direttore del Love Film Festival) che analizzano così le caratteristiche e il funzionamento delle Film Commission messe in raffronto, in particolare, al fenomeno del cineturismo attraverso ampi riferimenti alla storia del cinema e significative testimonianze di autorevoli addetti ai lavori. La presentazione del libro edito da Morlacchi si è tenuta a Palazzo Graziani della Fondazione Perugia.
Proprio il libro di Corvi e Melelli ha richiamato una nutrita rappresentanza di tutti gli operatori di settore umbri e non solo, nonché in rappresentanza del Comune di Perugia, l’assessore Fabrizio Croce, che si è complimentato per l’iniziativa, ribandendo quanto il cinema può permettere lo sviluppo di un territorio. Con la conduzione del regista e giornalista, Alessandro Boschi, i due autori hanno dialogato sui temi portanti dell’opera: la struttura organizzative e il modello della fondazione di diritto privato a partecipazione pubblica (Corvi), il cineturismo declinato nelle varie realtà territoriali (Melelli).
Gli autori, pur non avendo volutamente prendere posizione né esprimere giudizi sull’operato delle singole Film Commission, ma limitarsi ad esaminare i dati normativi e alcuni casi di cineturismo, sottolineano che per la riuscita di una Film Commission “è necessaria una chiara volontà politica di investire su tale strumento”. Gli stessi ritengono che sia importante confrontarsi sulle politiche del cinema e manifestano la loro soddisfazione che, partendo dalla loro opera, si sia sviluppato un dibattito che dalla dimensione tecnica-nazionale abbia portato il pubblico a ragionare anche sulle problematiche regionali, pur non trattate nell’opera.
L’opera che si presenta, a giudizio di Boschi come “una novità di settore, molto curata”, è stata quindi l’occasione per andare oltre i contenuti del libro e soffermarsi sulla realtà umbra, come testimoniato dall’interesse e dagli interventi del pubblico. In particolare, il presidente dell’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri, Federico Menichelli ha portato nuovamente all’attenzione il disagio delle maestranze sul territorio e sulle sue difficoltà di interloquire proprio con l’Umbria Film Commission (fondazione a partecipazione pubblica costituita nel 2021 tra Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Terni e Anci Umbria), nonché ha mostrato perplessità sulla recentissima legge regionale del cinema.
“La nostra opera – dichiara Corvi – ha un taglio prettamente scientifico-culturale e siamo colpiti quanto interesse abbia suscitato a Perugia. Il nostro libro è stata l’occasione per un vivace dibattito che però ha messo in luce delle criticità da parte degli operatori di settore. Riteniamo sia fondamentale che le istituzioni sappiano ascoltare e recepiscano le istanze manifestate dagli stessi lavoratori dello spettacolo”. “La calorosa e partecipata accoglienza che ha avuto il volume in sede di presentazione – aggiunge Melelli – ci rende molto soddisfatti, al di là delle nostre stesse attese, confermando la necessità e l’utilità di un volume come il nostro, che ha quale fine auspicabile proprio quello di stimolare una approfondita riflessione e un largo dibattito in merito ad uno strumento pubblico, quello delle film commission, che sempre più deve essere reso efficiente e funzionale alle esigenze dei singoli territori”.
L’iniziativa, anticipata dalla proiezione di Amori di Gabriele Anastasio e Stefano Ceccarelli, ha chiuso il decennale del Love Film Festival.
