di Mar.Ros.
Permangono problemi di liquidità, ammortizzati giusto dalla realtà produttiva polacca, ed è ormai necessario tornare ai tavoli ministeriali per fare il punto sulla situazione dell’ex Treofan. E intanto che la nuova governatrice dell’Umbria, Stefania Proietti, lavora alla composizione della giunta, la realtà industriale del polo chimico di Terni affronta il momento ampliando le prospettive di mercato.
Nuova Moplefan La cena di oltre un mese fa al PalaTerni solo un appuntamento per segnare un nuovo inizio sotto il nome storico di Moplefan, che evoca i successi industriali del passato, ma in un percorso verso il futuro ancora in salita. La nuova denominazione purtroppo non basta a cancellare le ombre del recente passato, tanto per contenziosi con la vecchia proprietà indiana Jindal, quanto sugli umori di alcuni lavoratori che, dopo anni di vertenza, non riescono a vivere con tutta serenità questa fase di rilancio dell’azienda. La società ringrazia tutte le maestranze per la buona volontà e da quanto trapela pare stia anche limitando il numero di lavoratori in cassa integrazione (straordinaria disponibile per altri 12 mesi). Con una rotazione più o meno attuabile a seconda delle esigenze, il ricorso all’ammortizzatore sociale investe in media solo una 40ina di persone, su un centinaio totale.
Terni La produzione, da quanto si apprende, è scarsa. In questi giorni prevista la ripresa dopo circa un mese di stop, ma con novità significative. Moplefan ha infatti deciso di mettere in campo una nuova strategia di marketing, affiancando al prodotto base la produzione di quelli ad alto valore aggiunto per un mix che possa far presa su più clienti. Il portafoglio in tal senso è tutto da costruire e per diradare le nubi servirebbe un importante ingresso di ordini come garanzia di poter tornare a fare utile in bilancio. Tale scenario non potrebbe comunque in alcun modo verificarsi prima della prossima primavera, se tutto va bene. Vorrà dire che sarà un altro Natale di speranza per management e maestranze.
Polo chimico Ad ogni modo, anche per sopperire al mancato utilizzo della laccatrice (per questioni legali con Jindal), l’azienda, pur nelle difficoltà economiche del momento (che non garantiscono ‘rose e fiori’ nemmeno coi fornitori), starebbe pensando all’acquisto di una mini laccatrice, con capacità produttive al di sotto di un quinto di quella già presente fabbrica, in modo da poter intanto promuovere l’intera gamma prodotti, inviando campioni ai clienti, in attesa che i nodi con la vecchia proprietà siano definitamente sciolti e possa tornare a marciare anche il vecchio impianto conteso. Ad ogni modo un aggiornamento sul piano industriale si rende necessario, tanto più stante le difficoltà di accesso al credito, i costi energetici elevati e le risorse promesse per il polo chimico di Terni, non solo in termini di infrastrutture ma anche Ricerca e sviluppo. Per queste ragioni i segretari nazionali di categoria hanno inoltrato richiesta di incontro al ministro Urso già un mese fa; attesa la convocazione.
