Ancora «cattivi odori e bruciori agli occhi e alla gola» tra Montoro, Treje e Nera Montoro. Questa volta «puzza chimica entrata anche nelle abitazioni. Tutta la popolazione è seriamente preoccupata per la propria salute, visto che la Regione sta esaminando progetti per nuovi insediamenti». Così il Comitato dei residenti della zona che, nella giornata di giovedì, ha preso parte anche al tavolo di monitoraggio permanente, istituito proprio per un costante confronto tra cittadinanza, istituzioni e aziende.

Tavolo di confronto Quest’ennesima segnalazione è arrivata anche al tavolo. Al termine del quale sembrerebbe che l’amministrazione Lucarelli abbia rassicurato i residenti e raccomandato alle aziende di non limitarsi ai controlli obbligatori per legge, ma di intervenire – laddove necessario – per ridurre al minimo i disagi per la popolazione. Durante l’incontro è stato confermato l’impegno da parte delle aziende per l’installazione di una nuova centralina di monitoraggio. Un investimento che si aggira intorno ai 150 mila euro.

Monitoraggio Si avvia quindi alla conclusione il lavoro propedeutico a questa nuova installazione, alla quale ne sono precedute altre due di carattere provvisorio. I campionamenti fatti finora tuttavia non hanno dato risultati negativi. Ovvero, nonostante le segnalazioni dei cittadini, non sarebbe compromessa la qualità dell’aria nella zona. Individuato anche il luogo, su un’area di proprietà comunale, dove situare la nuova centralina fissa.

La voce dei residenti Il Comitato da parte sua ha lanciato una sorta di ultimatum: «Non possiamo sentirci dire ogni volta che questi cattivi odori siano in regola. Perché evidentemente qualcosa non funziona e non possiamo vivere in questa situazione di disagio». Quindi, se le cose non miglioreranno si paventa un’uscita dal tavolo permanente e «faremo battaglia per altre vie, perché ci sentiamo presi in giro». Inoltre, «restiamo in attesa di risposte da parte della Usl», apparentemente sollecitata più volte. I residente poi chiedono alla politica di incidere sui nuovi insediamenti prospettati per l’area, «già satura di impianti che provocano criticità». Da parte sua invece l’Arpa sembrerebbe aver rinnovato l’impegno a condurre nuovi accertamenti.

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