di M.R. e C.P.
«Non sono io la causa. Nessuna faida interna, i vertici devono prendersi le responsabilità. Io in qualità di vicesindaco e coordinatore regionale per primo». Così Riccardo Corridore nella conferenza stampa di stamattina organizzata all’ultimo con oggetto: crisi politico amministrativa. «Non sono passate nemmeno 24 ore dall’ufficialità delle dimissioni – inizia l’avvocato – ed è stato scritto di tutto e di più. Si è parlato di scontri all’interno del partito a livello nazionale e locale, interni alla giunta. Non è così. Abbiamo perso quella purezza che ci contraddistingueva e il sindaco Stefano Bandecchi ha preso le distanze». Ma in fondo si spera nel ritorno del ‘padre prodigo’ e presto arriverà un documento per chiedere il ritorno del primo cittadino, «firmato da chi vuole portare avanti i nostri ideali».
Sui perché A motivare le dimissioni del sindaco c’è il suo vice, che lo difende a spada tratta: «Alternativa popolare nasce nel novembre 2022 con l’idea di essere ‘alternativi’ alla politica precedente. Bandecchi ha visto in Terni il suo punto di partenza, una città fortunata ma poteva essere qualunque altra. Gli uomini di Alternativa popolare hanno un grande privilegio: quello di rappresentare il partito e Stefano Bandecchi. A maggio abbiamo vinto grazie alla sua leadership. Ma l’amministrazione in questi mesi è stata affetta da problemi che riguardano tutti i partiti. Piccole beghe e contrapposizioni. Molti di noi hanno perso di vista l’idea iniziale».
Responsabilità Insomma, secondo Corridore se Bandecchi ‘taglia la corda’ è perché il partito «ha perso quel quid che ci ha portati a governare la città di Terni, in un modo fuori dagli schemi dei partiti tradizionali. Il perché della nostra discesa in campo è uno: servire la comunità, essere gli operai di Terni, i nostri datori di lavoro sono i cittadini. E’ venuto meno quello spirito. Bandecchi vuole governare la nazione, che ha bisogno di lui. E’ evidente che a Terni ci siano delle problematiche e a un certo punto ha deciso di dire ‘basta’. Avrà 20 giorni per ripensarci ed è nella sua facoltà».
Dentro Alternativa popolare «Ieri ho convocato il partito – dice Corridore – e abbiamo avuto una discussione interna e ho chiesto a tutti gli attori di questo governo cittadino di fare una riflessione. Ci sarà un documento, in cui si chiederà al sindaco di fare un passo indietro. A firmarlo sarà chi vuole provare a rimettersi nella giusta linea, quella che ci ha portato qui. Così Bandecchi potrà valutare se dare un’altra possibilità e governare la città. Altrimenti sarà nostra e mia responsabilità». Poco chiaro se i problemi in casa Alternativa popolare siano di carattere politico o amministrativo. E se la ‘malattia’ si insidia nel partito, perché Bandecchi non ha fatto un passo indietro come segretario nazionale? «Il problema è della città, perché avrebbe dovuto? Vedendo nascere l’embrione di queste normali dialettiche negli altri partiti, Bandecchi ha fatto un passo indietro. Noi andiamo oltre i giochetti e dinamiche di partito». Insomma, quello del livornese, a detta del suo vice, è stato «un atto preventivo. Per me non è stato un fulmine a ciel sereno, quella purezza che ci contraddistingueva si stava inquinando». E ora tra le fila di Alternativa popolare si cerca redenzione.
Reazione M5s «La città di Terni è tenuta in ostaggio per risolvere i problemi interni del partito di Bandecchi». Dopo la conferenza, non tardano ad arrivare le reazioni delle altre realtà politiche. Per i pentastellati «ennesimo teatrino indegno, che lascerà una ferita profonda in una delle peggiori esperienze amministrative di sempre. Dopo che Bandecchi a livello nazionale ha umiliato consiglieri comunali, assessori e quadri politici di Alternativa Popolare, lasciando intravedere la loro inadeguatezza e attaccamento alla poltrona come motivo fondante delle sue dimissioni, oggi il vicesindaco Corridore ha annunciato l’iniziativa ‘salviamo la poltrona’ confermando le perplessità del sindaco che si è appena dimesso. Speravamo in un sussulto di dignità, ma purtroppo così non è stato. Una scelta che nella migliore delle ipotesi non farà che rimandare un destino già scritto. Queste persone, dopo la triste esperienza bandecchiana, verranno ricordate per essersi piegate ai capricci del capo intento – conclude M5s – a trasformare Terni nello zimbello d’Italia».
Pd «Secondo il vicesindaco Corridore – scrive la segreteria Dem di Terni – la causa di questa crisi in maggioranza sarebbe ‘la perdita di quel quid che li ha portati a governare’. Tralasciando il fatto, pur sconcertante, che questo sarebbe successo in una manciata di mesi, perciò non si capisce come pensassero di terminare una legislatura di cinque anni, come Partito Democratico riteniamo inaccettabile che un problema politico interno alla maggioranza, che ha numeri enormi in Consiglio, blocchi l’amministrazione cittadina. Non interessa ai cittadini ternani che lui o altri mandino letterine distensive a Stefano Bandecchi, che, speriamo, confermi le proprie dimissioni. I problemi della città gli hanno causato problemi interni? Si tolga di mezzo alla svelta, questa ciurma inadeguata e incapace, restituendo subito la dignità, e poi gli spazi del dibattito democratico a Terni».
Fdi e Fi «Usando un termine coerente con il linguaggio degli ultimi mesi – scrivono insieme i coordinamenti provinciali di Fratelli d’Italia e Forza Italia – già prevediamo che Bandecchi non avrà ‘le palle’ per dimettersi. La sua è un’altra, l’ennesima, pagliacciata utile solo a se stesso e al suo progetto personale, che nulla ha che fare con il bene di Terni. I suoi consiglieri – proseguono – trattati come ‘pecore’, i suoi assessori come cortigiani e i ternani come plebei. Dopo aver promesso da presidente di portare la Ternana in Serie A, di mettere di tasca propria venti milioni nelle casse del Comune e di rendere Terni come Dubai, per una volta dimostri coerenza visto che con fare perentorio aveva dichiarato che le sue sarebbero state dimissioni irrevocabili; ma forse, a questo punto, scopriremo che a decidere non è lui e le sue dimissioni verranno sicuramente ritirate».
Sinistra italiana La segretaria provinciale Federica Porfidi scrive: «Mentre la città vorrebbe partecipare agli eventi valentiniani (quali?), il vicesindaco Corridore scomoda gli organi di stampa per una conferenza stampa grottesca ed imbarazzante. In una lunga confusa introduzione ha spiegato che Alternativa Popolare i consiglieri e tutti stanno predisponendo un documento per chiedere a Bandecchi di ritirare le dimissioni. La vicenda se non riguardasse una città di 109.000 abitanti, piena di problemi giganteschi da affrontare, sarebbe anche comica. Diciamo che l’unica scelta giusta fin qui Bandecchi l’ha fatta quando ha dato le dimissioni. Non sono all’altezza e se ne rendo conto. Le facce contrite degli assessori seduti in aula sembravano dichiararlo. Il nervosismo e il disprezzo mostrato per la stampa – prosegue – e per qualunque dissenso, la confusione totale tra partito e istituzione è drammatica. Da Sinistra Italiana mandiamo un appello: confermate queste dimissioni, liberate la città, andiamo al voto e chiudiamo questa brutta parentesi».
Lega «La città sta pagando l’immobilismo dell’amministrazione comunale dovuto a litigi e faide interne. Ormai è chiaro a tutti – scrive il segretario della Lega Terni Devid Maggiora – anche ai tanti che si stanno ricredendo dopo averlo votato lo scorso giugno, a Bandecchi non importa nulla delle problematiche locali. La città viene messa in secondo piano di fronte alle sue ambizioni politiche e i ternani abbandonati alle numerose criticità che da otto mesi a questa parte, con l’ingresso della nuova giunta, non hanno fatto altro che acutizzarsi al cospetto dell’incapacità e dell’inadeguatezza di chi oggi siede a Palazzo Spada. Auspichiamo che ci sia qualcuno di buon senso in Alternativa Popolare disposto a portare fino in fondo le proprie convinzioni e alzare la testa di fronte a questo atto di sottomissione imposto dai vertici del partito. Terni ne ha abbastanza di queste pagliacciate senza senso e oggi grida compattamente alle sue dimissioni».
