La preparazione di una dose (©Fabrizio Troccoli)

di Vincenzo Diocleziano

La campagna regionale di vaccinazione antinfluenzale sta mostrando risultati incoraggianti, l’Umbria è la seconda in Italia con una copertura di più dell’ottanta per cento della popolazione. Nonostante questo successo, la situazione è ben diversa per il vaccino contro il Covid. Una significativa parte della popolazione umbra continua a mostrare resistenza nei confronti della vaccinazione contro il virus Sars-CoV-2. «C’è una certa reticenza da parte della popolazione – dice Michela Bovi, della commissione regionale vaccini, interpellata da U24 – una sorta di ‘’stanchezza vaccinale’’, non se ne vuole sentire più parlare. Viene visto come qualcosa che è passato. L’Oms, a giugno, ha dichiarato la fine dell’emergenza pandemica, ma non la fine dell’infezione».

Consegna dei vaccini Sembrerebbero esserci problemi per quanto riguarda la consegna dei vaccini.«Tramite la Fimmg, che è il sindacato maggioritario dei medici generali, avevamo richiesto che la consegna dei vaccini venisse fatta di settimana in settimana, ma l’ultima volta che ho ordinato i vaccini mi sono arrivati dopo 11 giorni , non rispettando quindi la settimana di consegna, molto spesso succede che dobbiamo far saltare la giornata vaccinale perché non sono arrivati i vaccini». Le problematiche sulla consegna dipendono anche dai territori, ci sono zone come Perugia centro che dispongono di diverse farmacie, ma in zone come quella del lago Trasimeno pare ci siano ancora più difficoltà.

carenza di infermieri: Un altra problematica parrebbe la carenza di infermieri negli studi , risorsa che aiuterebbe ad agevolare il lavoro dei medici generali. Nonostante da tempo se ne faccia richiesta, secondo quanto denunciato dagli stessi sindacati a U24, i fondo stanziati dalla Regione non sono sufficienti. A maggior ragione se si vuole puntare, come si ripete incessantemente, sulla medicina di territorio, con infermieri già formati ma non impiegati per le specializzazioni acquisite.

I dati Per quanto riguarda gli altri vaccini presenti nella campagna vaccinale, l’anti Herpers Zooster, e quello anti-pneumococcico, che non sono vaccini stagionali, la situazione non è poi tanto diversa dato che già adesso viene fatta in maniera puntiforme. Anche se pare che qualcosa si stia muovendo e che a partire dal 2024 le cose andranno a migliorare, dato che a breve dovrebbe essere pubblicato il calendario vaccinale regionale dove saranno riportati dei dati più precisi.

Come è messa l’Umbria Secondo gli studi Amrbosetti e The European House, sui numeri del ministero della Salute, Agenas e Istat, per la stagione 2022 – 2023, l’Umbria è stata la regione con massima copertura vaccinale antinfluenzale con una percentuale del 68,7% nella popolazione anziana over 64. Quanto al covid, a ottobre 2023 la quarta dose di vaccino anticovid, in Umbria, è stata somministrata al 15,5% degli over 60 e fragili, mentre la quinta dose al 4,8%, alla stessa data. Gli ultimi dati osservati da Meridiano sanità indicano l’Umbria come regione al 94% di copertura del vaccino anti Mpr, ovvero combinato morbillo, parotite, rosolia, per l’anno 2021. E’ prima regione in assoluto per l’anti-preumococco, superando quota 94,5% sempre nel 2021. Per l’antiparticella è al 94%. Per l’anti-rotavirus è sotto la media nazionale, ovvero di poco sopra il 50% (70,4% in Italia), mentre per l’animeningococco, di poco sopra il 65% co media italiana al 79,7%.

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