di Vincenzo Diocleziano

Inizia con un minuto di silenzio per le vittime civili del conflitto israelo-palestinese il presidio solidale organizzato dall’Unione studentesca palestinese Perugia il 14 ottobre in piazza Italia. Circa 200 persone in piazza tra emigrati palestinesi, libanesi e simpatizzanti. Per la giornata di domenica è previsto un secondo appuntamento per chiedere il cessate il fuoco da entrambe le parti, organizzato da numerose sigle.

Un minuto di silenzio e poi si alza il coro “Palestina libera”. «Oggi purtroppo siamo qui – dice il presidente dell’associazione studentesca Ghaid Abulzolof – e vi ringrazio per la vostra solidarietà, per urlare contro il massacro di bambini, per urlare contro questa occupazione e per urlare contro la pulizia etnica che vive il popolo palestinese». Alcuni hanno voluto raccontare «testimonianze di orrori vissuti in questi 75 anni dal popolo palestinese», mentre non si sono registrate  condanne per la barbarie compiuta da Hamas, anzi alcuni hanno detto «grazie a loro, almeno ora si parla» della questione anche in Occidente.

Mentre gli interventi si susseguono, al microfono arrivano le notizie dalla Striscia: ordine di evacuazione per la zona settentrionale di circa un milione di persone in sole 24 ore. «Queste cose – dice un manifestante di origini palestinesi – il mio popolo le vive ogni giorno da 75 anni. Non mi sento di condannare le azioni di Hamas perché Israele ci opprime da decenni».

Manifestazione in generale pacifica e partecipata anche da famiglie e bambini, tanti gli italiani e le confessioni non arabe a supporto della causa. Nessun incidente, solo due cartelli ritenuti offensivi che gli organizzatori hanno chiesto di rimuovere, anche alla luce degli accordi con le forze dell’ordine per la buona riuscita del presidio.

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