di El.Bi.

Tutti contro l’amministrazione. Sembra questo il tema del Consiglio grande sulla sanità umbra e in particolare quella perugina. In Sala dei Notari si avvicendano ben 30 interventi di associazioni, cittadini, esponenti di partiti politici, studenti, per chiedere a gran voce interventi di rifinanziamento del Sistema sanitario e lo stop alla privatizzazione coatta.

Tutti i problemi Sono in tanti ad elencare i problemi della sanità umbra. Dalle liste d’attesa lunghissime, strutture fatiscenti, macchinari guasti o mancanti. Poca trasparenza poi, e i tagli, passati e futuri. Attenzione soprattutto a bambini e anziani: liste d’attesa infinite e pensionamenti senza turn-over, creano un collo di bottiglia che può risultare fatale. Altro problema il personale, mancano i tecnici di laboratori e quelli che ci sono fanno «35 turni in un giorno». Manca la medicina territoriale e di prossimità, consultori, centri di salute mentale, guardie mediche, presidi di sanità pubblica non ospedalieri, che favoriscano la prevenzione e sollevino il pronto soccorso dalla pressione di quanto non necessiti di ospedalizzazione.

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Testimonianze e proposte Tante testimonianze di pazienti e familiari, costretti a pellegrinaggi e viaggi della speranza per potersi curare. Le condizioni dei malati mentali ricoverati e del ‘Repartino’, dove «sedazione e contenimento sono le uniche tecniche. ‘Servizio di diagnosi e cura’, lo chiamano, ma di cura non c’è assolutamente nulla, solo condizioni indignitose» riporta una cittadina. Tante anche le proposte avanzate dalla comunità, tra le palestre all’aperto nel parco del Grocco, al coinvolgimento degli studenti di medicina e professioni sanitarie. Non mancano i buoni esempi, come il taxi a carico del Comune di Gubbio per gli anziani che devono andare in ospedale. Diversi gli inviti al sindaco Andrea Romizi di schierarsi apertamente dalla parte dei cittadini, al di là del suo colore politico.

BLOB CONSIGLIO GRANDE: IL MONTAGGIO

La risposta Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità pubblica, parla per 20 minuti affrontando le diverse tematiche, dando ragione a tutte le osservazioni dei cittadini. Per le liste d’attesa, grande disagio per gli anziani in particolare, l’assessore attribuisce la colpa ai mancati finanziamenti governativi. Per abbattere le liste, c’è il privato convenzionato «previsto per legge nazionale. Non abbiamo commesso reati, pensavamo di essere utili al territorio in questo modo». Un privato, questo, che è «sotto la programmazione della Regione. Non è come UnipolSai che vende le assicurazioni».

Numeri del ministero Le cose non vanno anche secondo l’assessore, quindi, ma la responsabilità, a suo dire, sarebbe da attribuire a ragioni «culturali», ai tagli dei «governi che si sono susseguti negli ultimi 10 anni», a decisioni politiche nazionali. Non all’amministrazione locale: «l’attenzione alle dinamiche sociali, questa amministrazione l’ha sempre avuta, è tutto scritto».

Non si chiude L’assessore Coletto rassicura infine che «non si chiude nessun ospedale, non si chiude nessun servizio, ma verranno efficientati affinché possano usufruirne tutti. Nessun taglio, anzi, abbiamo previsto investimenti per il nuovo ospedale di Narni-Amelia». E infine si scusa «se a volte abbiamo mancato in qualcosa, ma gestire la sanità pubblica in pandemia non è stato semplice. Tuttavia i dati ci confermano che abbiamo fatto bene, nonostante non abbiamo avuto i finanziamenti che hanno avuto altre regioni come la Liguria. Stiamo efficientando e facendo quello che non è stato fatto negli ultimi 10 anni». Diverse le interruzioni, i mormorii e contestazioni ad alta voce in sala, in particolare da parte di esponenti della sinistra.

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