Gli operai in presidio a San Sisto (foto Umbria24)

di Vincenzo Sgalla*

Siamo in un mondo rovesciato. Il sindacato si preoccupa di volumi produttivi, degli investimenti, del marketing, delle vendite, mentre l’azienda si preoccupa della parte sociale, dei lavoratori stanchi a fine carriera e dei figli disoccupati. Ad occhio credo che questo mondo rovesciato ci porterà ad un futuro difficile. Questa settimana, caratterizzata dalla proposta super innovativa dei manager Nestlè di scambiare il posto padre-figlio, testimonia se mai ce ne fosse stato bisogno, come il mondo alla rovescia sia penetrato anche a Perugia. Per il momento speriamo, come lavoratori delle Perugina, che la risonanza mediatica nazionale contribuisca a far vendere qualche cioccolatino in più; ne abbiamo bisogno.

In balia del mercato L’attuale Perugina infatti, soffre da almeno tre anni di bassi volumi, di scarsa capacità innovativa di prodotti e, soprattutto, resta in balia del mercato piuttosto che aggredirlo. Allora, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, sediamoci a discuterne, senza pregiudiziali e propaganda, ma in maniera seria e costruttiva. A noi interessa molto garantire il lavoro a Perugia per chi è occupato oggi e anche per i giovani, ma per raggiungere questo obiettivo sono necessarie più cose, prima di tutto dei manager capaci. In un mondo normale, questi manager capaci, troveranno nella Cgil di Perugia una controparte seria, che non farà battaglie ideologiche, ma che saprà misurarsi con i cambiamenti e che, soprattutto, lavorerà e si batterà sempre per una prospettiva migliore per le nuove generazioni, guardando anche oltre il passaggio a livello di San Sisto.

*Segretario generale Cgil Perugia

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