di Daniele Bovi
Il momento è nero, nerissimo, tanto che se qualcuno ha in animo di aprire un’attività il consiglio che si sente dare dalla Confesercenti Umbria è assai poco incoraggiante: «Non aprite, non è questo il momento». Poco incoraggiante ma realistico visti i dati sulle chiusure e sul calo dei consumi presentati giovedì a Perugia dal presidente regionale dell’associazione, Sandro Gulino, e dal direttore Francesco Filippetti. Solo nel settore del commercio e del turismo nel 2011 hanno chiuso 1.829 aziende, che si vanno ad aggiungere alle 1.570 del 2010, per un totale in due anni di oltre tremila, con 7 mila posti di lavoro che si sono persi. Nel solo primo trimestre del 2012, invece, hanno cessato l’attività 732 imprese. Un dato che proiettato al 2012 comporterà la chiusura di circa tremila imprese ed altri 7 mila posti di lavoro persi. In un solo colpo il totale dei precedenti due anni.
I numeri «Non aiutano neanche le nuove iscrizioni, visto che l’Istat evidenzia come il 47% delle imprese che sono nate negli ultimi quattro anni hanno già chiuso». Anche per le partite Iva registrate alle Camere di Commercio di Perugia e Terni (83.631 nel 2011) il dato non è incoraggiante per Confesercenti Umbria: a fronte di 3.600 iscrizioni ci sono state 5.814 cessazioni, mentre nel primo trimestre 2012 con 1.224 iscrizioni ci sono state 2.381 cessazioni. In più va aggiunto che molti degli «espulsi» dal mercato del lavoro hanno tentato di «reinventarsi» con un’attività in proprio: «Tutto ciò con il risultato – dice Filippetti – che molti chiudono in breve tempo». A questo quadro occorre poi considerare anche il calo dei consumi «con percentuali a due cifre».
Rischiamo l’estinzione «Sono numeri preoccupanti – spiegano – che vanno ben oltre le pessime previsioni fatte poche mesi fa. Il tessuto commerciale sta rischiando l’estinzione e nessuno se ne accorge, la politica prima di tutti». Una politica regionale alla quale l’associazione imputa di aver «favorito la grande distribuzione» a discapito dei piccoli. Alla giunta poi Confesercenti chiede di «accelerare» sulla riforma delle agenzie regionale: «C’è un’articolazione costosa – dicono – funzionale molto spesso più alla politica che al mondo delle imprese e produce enormi sprechi». «Siamo stati convocati per l’ultima volta – dice Filippetti – il 29 dicembre scorso: da quel momento, scioglimento dell’Apt a parte, non è successo nulla».
Parlaimpresa Gulino e Filippetti hanno poi presentato una nuova iniziativa di supporto alle aziende. Da nove giorni è partito anche in Umbria il nuovo servizio della Confesercenti «Parla Impresa», un social web per le imprese, disponibile online sul sito www.parlaimpresa.it, nonché strumento digitale al servizio degli imprenditori. «Che mai come adesso – ha sottolineato Gulino – hanno bisogno di aiuto perché oberati da crisi, problemi nell’accesso al credito e da una elevata pressione fiscale». Essendo il primo esperimento del genere a livello nazionale, hanno tenuto ad evidenziare il presidente e il direttore di Confesercenti, il servizio è aperto a qualsiasi imprenditore e non solo ai soci dell’Associazione.

