di Maurizio Troccoli

La pioggia non li ha fermati, nonostante la loro presenza non fosse delle più significative rispetto agli ultimi mesi di piazza, di cortei e di protesta. Hanno simbolicamente celebrato i funerali dell’Università, gli studenti che nel pomeriggio hanno attraversato le strade del centro storico di Perugia, da piazza IV novembre, fino a piazza Grimana, per dire ancora una volta “no” alla riforma Gelmini. Hanno sfilato portando in spalla una bara coperta di nero al grido: «Al funerale dell’università deve partecipare tutta la città» i giovani si sono uniti ai manifestanti delle altre città italiane, travestiti da vescovo, da morto e con variegati abiti bizzarri, denunciando un presente ed un futuro «incerto e precario».  Sotto la sede della Regione hanno chiesto di essere ricevuti per ribadire alle istituzioni locali quello che a Roma gli studenti diranno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli stessi toni, ironici e non violenti, va sottolineato, nelle ore in cui viene dato il via libero definitivo al ddl Gelmini.

Terni Fiocchi neri, in segno di lutto, anche per le strade di Terni «in segno di lutto per la morte dell’istruzione pubblica». Il Collettivo studentesco «La crepa nel muro» ha voluto aderire alle proteste in corso lungo tutto il Paese con iniziative simboliche che richiamavano al tema della giornata. I fiocchi sono stati collocati davanti alla sede della prefettura, davanti alle scuole superiori ed intorno a due monumenti simbolo della città, la pressa della stazione e l’obelisco di Pomodoro. Uno striscione con scritto «Oggi muore l’istruzione pubblica» è stato invece posizionato sul ponte della superstrada in viale Eroi dell’aria. «Abbiamo deciso di non scendere in piazza come controprotesta – spiega Luca Proietti, portavoce del Collettivo – ma abbiamo voluto partecipare attraverso un gesto simbolico che vuole rendere partecipe tutta la città di quello che sta succedendo». Non sono mancate bandiere rosse, slogan e cori ironici rivolti ai parlamentari ed ai rappresentanti del governo nella protesta perugina, circondata da un cordone di polizia. La manifestazione si è svolta in maniera pacifica senza alcun segno di agitazione o di violenza. Ad aprire il corteo una lunga bara di cartone, con intorno giovani travestiti che intonavano nenie grottesche dedicate a Silvio Berlusconi, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa ed altri. I giovani hanno annunciato «che la protesta continuerà».

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