Sta per andare in pensione e solo adesso denuncia alla giunta e all’intero consiglio comunale di Terni le scelte che ritiene aver subito ingiustamente e ingiustificatamente a danno della polizia locale e della città tutta tenuto conto dei servizi che il Corpo svolge. In una missiva fimrmata, un agente in particolare denuncia «inadeguatezza e parzialità delle decisioni nel gestire sia situazioni personali che collettive riguardanti la munucipale ternana». Lo stesso avverte che difenderà le sue posizioni in ogni sede che riterrà opportuna ma intanto invita sindaco e assessore Scarcia, informando tutti i gruppi consiliari, a valutare attentamente le proprie scelte tenendo conto della responsabilità politica della quale sono investiti.
La missiva «Sono dipendente del Comune di Terni da 33 anni con la qualifica di istruttore di vigilanza (Agente di Polizia Locale) e ho trascorso tutta la mia carriera in servizi operativi: territoriale, radiomobile, infortunistica, ricevendo nel tempo numerosi riconoscimenti da parte dell’amministrazione, dei colleghi e dell’utenza. A causa di un infortunio subito sul lavoro, ho trascorso un periodo presso il corpo di guardia e, appena in grado di tornare a servizi operativi ho fatto richiesta di esservi assegnato. L’istanza però che non veniva recepita per cui ho atteso una richiesta di mobilità presentando domanda e venendo poi assegnato al servizio Informazioni e notifiche. Dopo pochi giorni dall’assegnazione a tale servizio venivo convocato dalla dirigente della polizia locale, la quale mi informa che al termine dell’anno non sarei stato riconfermato in tale posizione senza dare spiegazione della decisione presa al di fuori del mio lavoro. Nonostante ciò ho prestato servizio con la massima dedizione e ottimi risultati (circa 500 accertamenti di residenza, 700 accertamenti residenza chiesti dall’ente Inps oltre a tutte le altre notifiche). Al termine dell’anno sono stato assegnato di nuovo al corpo di guardia malgrado la mia espressa richiesta agli atti di essere assegnato a qualunque servizio operativo esterno la mia dirigente avesse ritenuto opportuno».
Polizia locale di Terni «Stante la cronica carenza di personale del corpo di polizia locale aggravata da un concorso che ha selezionato solo sei unità sulle diciotto richieste – prosegue l’agente – si chiede come possa essere concesso alla comandante di ‘parcheggiare’ una unità operativa esperta in un servizio di portierato per di più in sovrannumero quando non si riescono a coprire le mansioni esterne (in tale posizione ci sono già tre colleghi inabili al servizio esterno, io sarei il quarto, per un servizio che vede comandati due agenti al giorno nella turnazione 8-14 e 14-20). Conscio dell’autonomia dei dirigenti nelle decisioni gestionali giuste o sbagliate che siano, tutelerò le mie ragioni in tutte le sedi che riterrò opportune, ritenevo comunque utile informarvi del caso per il rispetto che devo all’istituzione in cui ho servito per quasi tutta la vita e perché se è vero che eventuali responsabilità di mala gestione amministrativa competono alla dipendenza, responsabilità politica è comunque dell’amministrazione. A lato della presente informativa comunico che verro posto in quiescenza tra meno di sei mesi e che lo scopo della presente è rappresentare l’inadeguatezza e la parzialità delle decisioni prese al fine correggere la situazione attuale in cui la mia persona (fortunatamente per poco) e molti altri operatori della polizia locale di Terni versano. In data 23/06/22 – aggiunge a margine della lettera – venivano convocati i rappresentanti sindacali, nelle persone di Valeriani Nico e Castellani Fabrizio ai quali la dirigente confermava il diniego a qualsiasi servizio esterno».
