A destra, il sindaco di Assisi Claudio Ricci (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Bene, innanzitutto, l’occasione di confronto sulla madre di tutte le riforme, quella della sanità, e bene la disponibilità dell’esecutivo a confrontarsi con tutti per decidere su chiusure e accorpamenti. Riuniti a Villa Umbra sindaci, presidenti di Provincia e direttori di aziende ospedaliere e Asl di fronte alla presidente Catiuscia Marini dicono la loro dopo mesi di prese di posizione sui giornali. Il ghiaccio, dopo la presentazione dei provvedimenti da parte della presidente e del direttore dell’area sanità Emilio Duca, lo rompe il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Perugia Walter Orlandi: «Quello che servirebbe – dice – è un cronoprogramma più dettagliato per capire quando raggiungeremo determinati obiettivi».

Orlandi Oltre a ciò Orlandi mette sul tavolo un’idea: «Perché – spiega – magari coinvolgendo le università, non si fa una riqualificazione energetica delle strutture? Si potrebbero risparmiare molti milioni di euro». Tanto per dare qualche numero, l’ospedale di Perugia paga una bolletta energetica da 3,5 milioni. Secondo Orlandi poi il dibattito sui punti nascita «è datato» («Eh certo – sibilano in platea – tanto mica chiudono il suo»), mentre una maggiore spinta andrebbe data alle tecnologie informatiche e più precisione servirebbe, nel quadro della convenzione con l’Università, a proposito del ruolo dei medici specializzandi: «Prendono 1.800 euro netti al mese – dice – definiamone meglio i compiti».

DUCA E LA MARINI SPIEGANO LA RIFORMA AI SINDACI

Ospedale di Narni-Amelia strategico «Condivido – dice poi il sindaco di Amelia Riccardo Maraga – l’impostazione della riforma, dobbiamo razionalizzare per difendere i valori della nostra sanità». Sul nuovo ospedale di Narni-Amelia Maraga spiega che «avrà un ruolo strategico: sarà il polo provinciale della riabilitazione». «Confortato» dal fatto che verrano coinvolti i territori è il primo cittadino di Narni, il neoeletto Francesco De Rebotti: «Mi auguro – dice – che ci saranno altri confronti oltre a questo e che ragioneremo sulle soluzioni che verranno dal territorio». Sulla chiusura del punto nascita (nel testo di riforma non sono indicati quali, ma in molti indicano proprio quelli di Narni e Assisi come possibili «candidati»), De Rebotti dice che le voci «stanno creando danni anche economici: la gente ci sta tempestando di chiamate, ricordiamoci che in molti dal Lazio vengono a partorire da noi creando così mobilità attiva. Il trend di crescita delle nascite è costante, ragioniamo seriamente su quello che andiamo a toccare».

Ricci: piano alternativo La chiusura del punto nascita è anche il nodo centrale trattato dal sindaco di Assisi Claudio Ricci nel suo intervento. Dopo le marce e le occupazioni simboliche delle scorse settimane Ricci passa al contrattattacco e presenta alla giunta «un piano tecnicamente molto dettagliato» sul futuro dell’ospedale. Ricci ricorda poi come nel 2005 «nascevano da noi 764 bambini, poi il primario non è stato sostituito, le partorienti si sono fidelizzate e i numeri sono scesi». Secondo il sindaco, anche se la Marini dubita di quei dai, ad Assisi «siamo vicini alle 500 nascite. La nostra comunque rimarrà una posizione costruttiva». Chi guarda invece al «disegno complessivo» della riforma è il direttore dell’Asl4 Vincenzo Panella: «Siccome qui – dice – dobbiamo tutelare il bene pubblico, non concentriamoci su una sola questione. Piccoli sacrifici particolari pensando al bene del disegno complessivo vanno fatti».

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