Pubblichiamo il comunicato congiunto di alcune sigle sindacali della polizia contro gli annunciati tagli nel filone della Spending Review che dovrebbe riguardare la polizia. Si parla di 65 milioni che si otterrebbero, tra le altre cose, chiudendo le sedi distaccate della Polizia postale e 17 questure in tutte Italia. Il comunicato è in vista dell’incontro di venerdì 8 giugno tra ministro e sindacati.
Il Ministro Cancellieri tempo fa assicurava che i livelli di guardia non saranno abbassati in tema di sicurezza e ordine pubblico. Ma se si chiudono distaccamenti della Polizia Stradale, uffici Polfer, Squadre Nautiche, Sezioni di Polizia Postale e si tagliano uffici di polizia complessi come le Questure, l’effetto negativo sui livelli di efficienza per la sicurezza dei cittadini e delle arterie stradali sarà assolutamente inevitabile, come inevitabile e non sostenibile sarà il maggiore carico di lavoro sugli Operatori di Polizia.
Ciò nonostante, pare proprio che si voglia incidere direttamente sulla rete capillare dell’organizzazione territoriale della Polizia, negando peraltro il confronto con i Sindacati, e con le realtà territoriali dei Dirigenti degli uffici, evitando così, di concertare soluzioni razionali e praticabili per ridurre gli sprechi ed essere più efficienti. Siamo dell’idea che la revisione della spesa pubblica sia necessaria, inevitabile, per evitare che il processo degenerante della finanza pubblica diventi definitivamente patologico. Ma l’obiettivo si deve raggiungere attraverso la razionalizzazione graduale e organica delle risorse disponibili, attraverso una diversa visione strategica della sicurezza sul territorio.
Le scelte relative ai tagli della sicurezza, devono rispondere comunque e sempre a criteri di oggettiva aderenza delle mutate esigenze della società, con una specifica e puntale definizione di un rinnovato quadro di regole, competenze specialistiche e funzioni, rispetto agli obiettivi istituzionali di ogni singola Forza di Polizia civile o militare. L’agenda del “ragioniere” in questo settore non paga e crea ulteriori problematiche, tensioni e confusioni. Noi siamo intimamente convinti che vadano eliminate del tutto, sovrapposizioni ed interferenze, le quali si traducono sovente in uno spreco di risorse ed energie professionali. Va perciò valorizzato il coordinamento delle Forze di Polizia sul territorio, cosicché il sistema possa reggere il passo con le mutate esigenze sociali e finanziarie. Non è utopica la prospettiva di una efficace razionalizzazione del sistema sicurezza Paese, ma non si può affrontare il tema con il distacco del professore o del tecnico, noi non siamo una azienda privata, ma un’altra cosa, un pezzo indispensabile dello Stato.
Di fronte al dramma delle degenerazioni violente del crimine organizzato e del terrorismo, sui poliziotti si scaricano inoltre le tensioni sociali e politiche incombenti e irrisolte, che non hanno trovato soluzioni in altre sedi. La polizia non può affrontarle senza gli adeguati mezzi e organizzazione e se il Governo e il suo ministro dell’Interno non comprendono ciò, significa che non hanno la sensibilità politica e culturale per comprendere il nostro ruolo e il valore della nostra missione nello Stato democratico. Rimane prioritario il confronto dialettico e sinergico tra chi è deputato nel Paese a produrre sicurezza e chi governa in nome del popolo. Chi è deputato a decidere delle sorti della sicurezza non può farlo nel dorato isolamento dei palazzi governativi, inevitabile quanto necessario è il dibattito con le rappresentanze degli Operatori della sicurezza.
Constatiamo che la via intrapresa anche da questo governo continua a considerare la sicurezza una spesa e non un investimento, precondizione della tenuta democratica e condizione necessaria per lo sviluppo e la crescita del Paese.
SIAP SILP-CGIL COISP ANFP

