di Fabio Toni
A oltre un anno dall’inizio, è stato sospeso il processo che vede imputato don Pierino Gelmini per presunte molestie sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della comunità incontro di Amelia. Il collegio penale del tribunale di Terni ha deciso di trasmettere gli atti alla Corte costituzionale. Il nodo da sciogliere è legato ai continui rinvii che hanno caratterizzato sin qui il procedimento. Rinvii legati alle gravi condizioni di salute del «don», riconosciute anche dalla pubblica accusa e dalle parti civili, che non consentono di ipotizzare una prognosi certa e impediscono uno svolgimento regolare del processo. Situazione che, per gli stessi giudici, «è fonte di disagio e crea un disservizio per la giustizia in generale».
Palla alla Consulta Se da un lato il codice di procedura penale prevede la sospensione del procedimento «solo nel caso di problemi psichici dell’imputato», dall’altro la Costituzione impone il «buon andamento degli uffici pubblici» e la «ragionevole durata dei processi». Capisaldi che, rinvio dopo rinvio, rischiano di saltare. Così il collegio penale di Terni, presieduto dal giudice Massimo Zanetti, ha passato la palla alla Consulta che, di fatto, dovrà decidere sulle modalità di prosecuzione del processo.
Perplesse le parti civili La decisione del tribunale ha suscitato perplessità fra le parti civili. «Si tratta di una situazione assurda. Ora leggeremo con attenzione l’ordinanza e decideremo come muoverci», ha commentato l’avvocato Gaetano Pinto che rappresenta Michele Iacobbe, principale accusatore di don Gelmini. Quest’ultimo è attualmente ricoverato presso la struttura complessa di cardiologia dell’ospedale di Terni, diretta dal professor Enrico Boschetti.

